Avanzo di bilancio, parla Annitto: «Giudizio tecnico e politico sono diversi: il Comune non è capace a programmare e a utilizzare le risorse»

Non si placa il botta-risposta sull’avanzo di bilancio del Comune di Arenzano. La giunta è stata attaccata ieri dal consigliere comunale della Lega Moreno Bruzzone e dall’ex consigliere, sempre quota Carroccio, Paolo Cenedesi, per la cifra giudicata da anni troppo alta

Aveva replicato il sindaco Gambino, tirando in ballo anche i revisori dei conti tra cui il già Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti Maurizio Annitto (che era stato candidato sindaco per il centrodestra alle ultime comunali), e che avrebbero sostenuto nel tempo che, in un Comune, avere avanzi di bilancio è cosa buona.

Ma Annitto replica, sottolineando la differenza tra giudizio tecnico e politico: «Visto che sono stato chiamato in causa – scrive in una lettera a Cronache Ponentine – vorrei ricordare la profonda differenza che passa fra il parere dato come revisore dei conti al bilancio del Comune ed il giudizio politico che si può dare sullo stesso; come Presidente del Collegio dei Revisori dei conti del Comune di Arenzano (per i sei anni in cui ho ricoperto il ruolo) ho sempre dato parere favorevole alla sua approvazione da parte del Consiglio Comunale, non rilevando irregolarità contabili e/o anomalie gestionali e attestando la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione (a seguito di continue e complesse verifiche), così come prevede il Testo Unico degli Enti Locali; tutto ciò non potendo e non dovendo dare un giudizio sull’entità del risultato di amministrazione, giudizio che appartiene ai politici ed ai cittadini che questi dovrebbero rappresentare. Qui stiamo invece discutendo a livello politico del fatto che per l’ennesima volta vediamo crescere l’avanzo di amministrazione, che sembra ormai una entità fuori controllo; purtroppo tutto ciò significa che il Comune non è capace di programmare ed utilizzare tutte le risorse di cui dispone a favore dei cittadini, delle imprese, delle associazioni, oppure impone agli stessi tributi ed oneri superiori a quelli di cui avrebbe bisogno. In entrambi i casi c’è qualcosa che non va nella gestione e soprattutto nella programmazione e controllo; il Comune non è un’azienda che deve produrre utili per distribuire dividendi agli azionisti, ma deve fornire servizi ed utilità spendendo al meglio e con oculatezza tutte le risorse di cui riesce a disporre. Se fossi ancora revisore, fatti tutti i dovuti controlli, probabilmente darei parere tecnico favorevole al bilancio 2019, ma da ex consigliere comunale e da cittadino esprimo tutto il mio giudizio  negativo sull’ennesimo avanzo di amministrazione, all’ennesima occasione sprecata di buona gestione della cosa pubblica».