Aziende virtuose: Canepa & Campi di Arenzano, dalle bandiere alle mascherine

Dalle bandiere alle mascherine per la salute delle persone e anche per quella dell’azienda: la storia di Canepa & Campi di Arenzano è quella di una ditta che ha saputo riconvertirsi in tempi rapidi per produrre un bene richiestissimo, risparmiando in questo modo la cassa integrazione ai lavoratori.

La storica azienda che fabbrica bandiere in Val Lerone, a causa delle misure restrittive per contenere il contagio da coronavirus, stava per fermarsi così come molte altre realtà: «Tutti i nostri clienti si sono fermati, dal mercato pubblicitario alle manifestazioni sportive – dice l’imprenditore Martino Muller – e dunque eravamo rassegnati, pensavamo di doverci fermare anche noi perché non ci arrivava più lavoro. Eravamo pronti a chiedere la cassa integrazione per i nostri 12 dipendenti». Misure che non si prendono mai a cuor leggero.

E poi la svolta: «Abbiamo approfittato delle macchine da cucire che abbiamo in azienda e abbiamo provato a fare delle mascherine. Prima solo per noi e per le nostre famiglie, è stato quasi un gioco, ci è venuto spontaneo creare qualcosa per proteggerci. Poi ha iniziato a girare la voce, abbiamo visto che c’era un’enorme richiesta. Hanno iniziato a chiedercele farmacie, aziende, privati, altri enti. Abbiamo allora comprato il tessuto adatto e certificato da un fornitore tedesco, l’abbiamo anche inviato all’Università di Genova per un controllo, e ci siamo messi al lavoro secondo quanto stabilito dall’art. 16 del decreto Cura Italia». 

La ditta ora produce circa 1500-2000 mascherine al giorno. Non sono dispositivi adatti a uso medico, ma sono filtranti e possono essere utilizzate comunque in negozi, aziende, ambienti affollati, enti pubblici, supermercati.

«Certo, non è il lavoro di prima ma almeno per il momento riusciamo a coprire i costi e a ricavare l’essenziale per non dover chiudere completamente».