Capieso e quell’antenna Vodafone “provvisoria”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Comitato di Quartiere di Capieso

Il giorno 25 marzo un incendio è divampato sulle alture di Cogoleto in Liguria e il nostro quartiere, Capieso, ne è stato il cuore. Momenti spaventosi che hanno lasciato il segno in ognuno di noi.

Il primi di maggio, nello spazio antistante i nostri parcheggi e prati, a 50 metri dalle nostre case e a 4 metri dalla nostra strada di ingresso al quartiere, viene recintata una porzione di terreno che noi interpretiamo come preparazione per un intervento di sistemazione delle zone verdi e delle parti bruciate. Ecco invece che la Vodafone/Tim sistema una sua antenna di telefonia mobile provvisoria che, su delibera del Comune firmata il 2 aprile concede l’occupazione del suolo, e gli assicura l’erogazione del servizio consentendogli il ripristino del vecchio sito, collocato sulle alture ed andato bruciato nell’incendio.

Nonostante la preoccupazione, che tutt’ora permane, e il rispetto di precauzione che dovrebbe intelligentemente localizzare queste antenne minimizzando l’esposizione umana alle onde elettromagnetiche, i cittadini del quartiere decidono di costituirsi in Comitato e affrontare questa emergenza in cui sono coinvolti.

Non impugnano forconi o bastoni, ma civilmente decidono di aprire un dialogo e capire. Dopo vari incontri con l’amministrazione comunale, il giorno 5 giugno, incontrano un rappresentante Vodafone, o meglio l’Implementation Manager che, assicurando la verifica di tutte le procedure per lo smaltimento del bruciato, dichiara che l’azienda è pronta ad iniziare i lavori di ripristino al sito danneggiato entro 4/5 giorni, garantendo la dismissione dell’antenna temporanea come previsto il 2 agosto.

Il 4 luglio la Vodafone delimita la zona bruciata con la segnalazione di plastica arancione e un cartello che comunica il “procinto inizio lavori” per il 10 luglio. Nei giorni previsti di inizio lavori la stessa azienda avanza richiesta di proroga, di occupazione suolo nel nostro quartiere, al 30 settembre.

C’è un senso dell’onore e del dovere nella parola data, che anche se non scritto va rispettato. Alla nostra contestazione sull’operato, la Vodafone invece che chiedere scusa e offrire un aiuto sostanziale al quartiere, si giustifica dicendo che “le operazioni di bonifica del sito danneggiato sono state rallentate a causa della necessità, inizialmente probabilmente sottostimata in termini di effort, di dover osservare procedure di analisi”.

L’errata stima di effort (le ore/uomo necessarie) ha inchiodato un’azienda che dovrebbe garantire un servizio delicato e importante ai suoi clienti. Dobbiamo proprio crederci? Come diceva qualcuno, lavorare nell’ordinario è semplice, lo straordinario è risolvere un problema alle persone e farlo tremendamente bene e questo non è da tutti.

Il cambiamento di questo secolo, fatto soprattutto di tecnologia, non deve perdere la missione primaria che riguarda il rispetto e la tutela delle Persone, ed invece eccoci qua, come la storia più antica del mondo, quella dove qualcuno in nome “del lavorare per rendere il mondo più efficiente” si arricchisce a scapito del prossimo.

Oggi, dopo più di 100 giorni, questo servizio alla città di Cogoleto è garantito non grazie alla Vodafone, ma grazie agli abitanti di un piccolo quartiere.