Coronavirus, un nuovo decreto “chiude” la Lombardia e altre zone (ma chi è fuori per il weekend può rientrare a casa)

Non è più solo una bozza (che non abbiamo pubblicato in quanto in attesa di ufficialità): è stato firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri il nuovo decreto che prevede limitazioni molto più restrittive in alcune regioni e anche in tutta Italia, per contenere la diffusione del coronavirus.

Zone rosse: «È consentito il rientro presso il proprio domicilio»

Il testo (che si può leggere integralmente qui) impone all’articolo 1 di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori della regione Lombardia e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, nonché all’interno dei medesimi territori salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute.

Sempre l’articolo 1 del nuovo decreto specifica che «è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza»

Dunque chi in questi giorni era fuori per il weekend può tornare a casa, non rimarrà bloccato in altre parti d’Italia. Il buon senso suggerisce però di organizzarsi per rientrare subito, ovviamente. Certo, al fine di contenere la diffusione del coronavirus è bene – come segno di responsabilità e senso civico – che nessuno in queste ore decida di cercare di uscire in fretta e furia dalle nuove “zone rosse” per raggiungere aree con livelli di contagio inferiori. Si mettono a rischio infatti le altre persone, i territori meno colpiti, e i soggetti più fragili. Quello che è successo ieri è emblematico, con “fiumi” di persone sui lungomare di Arenzano e Cogoleto, di cui molto poche intente a rispettare le norme di sicurezza. Il rischio è che il virus, che è molto contagioso, possa essere trasmesso a persone che poi entrano in contatto con altri soggetti deboli, anziani, o già malati. Per questo è importante attenersi alle norme di sicurezza, anche se si è giovani e ci si sente “in forma”: pensiamo ai nostri nonni (e non solo)! In fondo, se tutti si comportano bene, dopo qualche settimana di “sacrifici” si potrà tornare rapidamente alla normalità. Basta un po’ di responsabilità da parte di tutti.

Oggi comunque, come si vede in foto, in giro c’è meno gente rispetto a ieri.

Alle ore 12,50 circa il sindaco di Arenzano Luigi Gambino ha diffuso il seguente video messaggio:

Le misure prese nel resto d’Italia (dunque anche in Liguria)

Per quanto riguarda l’intero territorio nazionale, compresa la Liguria, sono previste comunque altre severe limitazioni. Ecco le principali misure (il decreto si può leggere integralmente qui) valide fino al 3 aprile 2020: 

  • Sospesi i congressi, le riunioni i meeting e gli eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale.
  • Sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura (anche cinema e teatri) in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Questa volta non c’è più l’escamotage di tenere un metro di distanza tra una perso a e l’altra: si chiude, e basta.
  • Sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.
  • Sospesa l’apertura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura
  • Le attività di bar e ristorazione hanno l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. In caso di violazione c’è la sospensione dell’attività
  • Nei negozi in genere il gestore deve garantire l’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti, nel rispetto della distanza di sicurezza.
  • Sospesi eventi e competizioni sportive svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Resta consentito l’allenamento all’interno di impianti sportivi a porte chiuse o all’aperto ma senza pubblico. Lo sport di base e le attività motorie in palestre, piscine e centri sportivi sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza.
  • Sospese scuole e università fino al 15 marzo 2020, compresi relativi viaggi d’istruzione (gli istituti sono incentivati ad attivare modalità di attività didattiche a distanza).
  • L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone
  • Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus