A Cogoleto arriva #CuraLaCultura, “cerotti” e iniziative per sensibilizzare i cittadini (e i candidati) alla cultura

Un hashtag che campeggia sopra un cerotto: #CuraLaCultura non è solo un gioco di parole, è un messaggio partito dall’associazione Fornace Bianchi di Cogoleto per sensibilizzare i cittadini (e i candidati alle imminenti elezioni amministrative) al tema della cultura in paese.

«Qualsiasi cosa per noi rappresenti cultura merita attenzione. Non è un lusso, è una necessità» dicono i membri dell’associazione, che proprio in quest’ottica hanno organizzato un incontro pubblico giovedì 27 agosto alle ore 21 presso la Fornace Bianchi, patrocinato dal Comune di Cogoleto. Dress code (si fa per dire): la mascherina.

La fornace è sempre chiusa (ne avevamo parlato) e a Cogoleto in molti chiedono di riprendere in mano questo gioiellino, e molte altre iniziative culturali che – un po’ con il Covid, un po’ con il commissariamento – non hanno più trovato spazio. In generale, si richiede di prestare una maggiore attenzione alla cultura come opportunità di arricchimento individuale e del territorio, di lavoro, di intrattenimento.

«Nel dicembre 2011 – raccontano dall’associazione – nasceva a Cogoleto l’Associazione Fornace Bianchi, avente come scopo la promozione della cultura del territorio e la gestione della Fornace Bianchi, la più antica testimonianza arrivata a noi del perduto saper fare cogoletese. Come molti di voi avranno constatato, nelle nostre realtà o nel fare associazionismo, le difficoltà di chi opera in campo culturale sono notevoli. C’è sempre un motivo per preferire altro alla cultura, c’è sempre qualcosa che viene prima, dal tempo da dedicare alle risorse da impiegare. Abbiamo deciso pertanto che era il momento di dare un segnale: siamo partiti dalla nostra Cogoleto, dove la Fornace è ormai chiusa da oltre un anno, con alcuni “cerotti” posizionati in luoghi chiave del nostro paese e da subito in molti ci avete manifestato sostegno. Il 27 agosto faremo un passo oltre, torneremo a riunirci con la nostra voglia di raccontare la storia, le tradizioni di un territorio operoso da proteggere. Siamo consapevoli che in molti altri luoghi e occasioni un “cerotto” che invita a “curare la cultura” potrebbe dare una spinta in più per continuare a testimoniare la voglia di esserci in tanti, associazioni e cittadini, a promuovere, difendere, valorizzare il bene comune primario che è la cultura, sotto tutte le sue forme, materiali e immateriali».

L’iniziativa, nata in maniera anche un po’ goliardica, ha in realtà riscosso una certa curiosità, e non è detto che il “movimento dei cerotti” si estenda ad altre realtà e ad altri comuni, sempre all’insegna della cura per la cultura.