Depuratore Lupara tra problemi e ritardi. Il Comune: «Chiediamo un cronoprogramma entro fine gennaio»

di Valentina Bocchino

Questa mattina si è svolta in Comune ad Arenzano una seduta congiunta di alcune commissioni consiliari di Arenzano e della Città Metropolitana per parlare del depuratore della Lupara, annosa questione che va avanti – tra un’interruzione e un ritardo – dal 2003.

Nonostante si trattasse di una mattinata di un giorno feriale, ad assistere alla seduta c’erano circa 20 cittadini. Si tratta di un argomento da sempre molto sentito: il depuratore dovrebbe servire Arenzano, Cogoleto e Vesima, un comprensorio da 30mila abitanti che basa la sua economia soprattutto sul turismo, ed è dunque indispensabile poter garantire un’ottima qualità del mare.

Un iter partito nel 2003

«La Città Metropolitana – ha spiegato Salvatore Muscatello, che fa parte sia del consiglio comunale che di quello metropolitano – svolge un ruolo fondamentale di indirizzo per lo sviluppo strategico del territorio. La prima convenzione per la realizzazione del depuratore risale al 2003, poi l’iter è andato avanti negli anni tra problemi, interruzioni, commissariamenti, e ora la Città Metropolitana si è presa in carico la questione. Sappiamo che solo una prima parte dei lavori è stata effettuata, vogliamo capire a che punto siamo e quali sono le istanze dei cittadini».

 «Un nuovo depuratore era stato pensato grazie ai fondi Haven – racconta il sindaco di Arenzano Luigi Gambino –  e adesso siamo ancora qua a parlarne. Chiediamo un cronoprogramma dei lavori».

Il progetto prevede le opere di collettamento (completato al 90% circa), 5 stazioni di sollevamento e impianto di depurazione realizzato con tecnologie moderne. A seguito dell’evoluzione della normativa, la Città Metropolitana ha predisposto una variante al progetto (che consiste nell’innalzamento del manufatto di 1,30 m). Il depuratore, una volta terminato, usufruirà di un sistema “a membrane” che permetterà di ridurre gli spazi e avere un’ottima qualità delle acque, con un trattamento biologico e meccanico che permetterà di trattenere ovviamente anche i batteri.

«Rassicuriamo i cittadini – continua Muscatello – sul fatto che con i depuratori moderni non ci sono problemi di acqua sporca o cattivi odori nelle immediate vicinanze. Ci sono grandi aspettative da parte della comunità per la realizzazione di questo impianto».

L’incognita della frana

Per quanto riguarda il materiale di scavo – ha fatto sapere il consigliere metropolitano Simone Ferrero con delega all’Ambiente – in parte sarà risistemato nell’area del cantiere e in parte depositato sulla sponda destra del rio Lupara per rafforzarlo. Ma proprio lì nei dintorni nei giorni scorsi è caduta una frana che ha costretto l’Aurelia alla chiusura: lo smottamento interessa un volume di circa 10mila metri cubi, ed è necessario acquisire ulteriori rilievi per definire lo stato del luogo in cui era previsto di sistemare la terra.

Fallimenti e infrazioni

In più, l’iter stesso sta subendo rallentamenti, poiché l’impresa mandataria che aveva in carico l’esecuzione dei lavori per realizzare il secondo lotto è fallita. Una nuova impresa è già stata individuata, e si sta portando avanti un nuovo contratto da formalizzare al più presto per la ripresa dei lavori. E in ballo c’è anche la decisione del Tar che dovrebbe arrivare a breve, a seguito del ricorso presentato da un privato sulla variante: dunque i soggetti coinvolti hanno espresso l’intenzione di aspettare la fine di questi dibattimenti giudiziari per riprendere i lavori con urgenza. 

Come ha ricordato anche il Direttore dell’Ufficio Ambiente della Città Metropolitana, Ornella Risso, sull’impianto è stata aperta una procedura di infrazione a livello europeo, perché attualmente non c’è sul nostro comprensorio un sistema di depurazione a norma, e a farne le spese saranno in ultima istanza i cittadini. Che, nel caso di Arenzano, già si trovano in bolletta una quota per una fantomatica “depurazione” che comunque, a quanto pare, ad oggi non è a norma. 

A Rapallo è già successo e i cittadini hanno già dovuto pagare, anche se l’impianto lì sta per essere inaugurato.

Le istanze del Dopolavoro Ferroviario

Durante la seduta è intervenuto anche Guido Fassio per conto del Dopolavoro Ferroviario, che proprio a Vesima, in zona Lupara, detiene una concessione demaniale, laddove sorge il Circolo Nautico Vesima. «In circa 15 anni sono cambiate molte cose anche dal punto di vista ambientale, tra precipitazioni, frane, un territorio sempre più fragile e da proteggere. Inoltre è vero oppure no che si dovrà fare i conti con la presenza di amianto?». Sempre l’amianto è stato al centro anche dell’intervento di Sabrina Traverso, consigliera comunale di Arenzano che ha parlato della necessità di venire in possesso di un cronoprogramma definito e di studiare un modo – magari in accordo con Autostrade – per far arrivare i camion sul posto senza dover transitare per Arenzano o Voltri.

«Vorremmo controlli e verifiche – ha continuato Fassio – da tempo chiediamo di poterci interfacciare con un soggetto unico che convochi tutte le realtà coinvolte. Ci sono inoltre realtà importantissime che verrebbero toccate da questo progetto, come quella dell’acqua, quella ferroviaria e quella della via Aurelia: occorre prestare attenzione. Inoltre vogliamo segnalare un tubo dell’acqua che rifornisce Arenzano e Cogoleto in situazione precaria: l’abbiamo già segnalato molte volte, è stato effettuato un intervento provvisorio, si dice che dovrà essere spostato più a monte. Perché, anziché effettuare altri scavi, non si utilizzano le gallerie della vecchia ferrovia?».

I problemi del territorio

Che sia un territorio particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico, lo ha ricordato anche la consigliera Daniela Tedeschi, presente sia in consiglio comunale sia in quello metropolitano: «Avere un impianto di depurazione è una necessità, ma voglio alcune certezze. In base ad alcuni campionamenti, sono stati messi in evidenza superi di amianto e nichel che rientrano nella norma, anche se devono essere monitorati, solo se questa zona viene considerata non residenziale. A lato monte dell’Aurelia non c’è residenzialità, anche se ci sono tre case del Comune di Arenzano di cui una occupata, mentre a sud siamo in piena zona turistica con strutture ricettive. Se la zona è turistica sotto l’Aurelia, penso lo sia anche sopra. Questo non vuol dire che non ci sia spazio per un depuratore a impatto praticamente zero, ma come si può dire che un’area è industriale e turistica allo stesso tempo? E poi ho visto la frana a monte, è un’area ancora in movimento, tenendo conto anche che l’Aurelia viene chiusa dal Pizzo in caso di allerta meteo, come si possono far transitare i camion per i lavori, e da dove passeranno? Un’altra questione: nei documenti della conferenza dei servizi del 2019, il rio Lupara diventa “fosso Lupara”. Credo ci siano differenze a norma di legge, come mai questo nome è cambiato, e cosa comporta?».

Il cronoprogramma

Il cronoprogramma esistente dei lavori già eseguiti è nelle disposizioni della struttura commissariale: «Verificheremo, ma non credo ci siano problemi a metterlo a disposizione dei cittadini – ha confermato Risso. Per quanto riguarda la spesa complessiva dei lavori, la sapremo quando Ireti ci porterà il progetto esecutivo».

In base alle vicende giudiziarie, a quelle legate alle aziende fallite e anche alla fragilità di quel territorio che si è svelata ultimamente e che impone ulteriori rilievi, il cronoprogramma dei lavori futuri però è tutto da vedere: «Entro fine gennaio ne vorremmo uno completo e definitivo – conclude il sindaco Gambino – nel frattempo ricontrolliamo e verifichiamo tutto quello che occorre. Penso che Ireti e gli enti coinvolti debbano dare risposte più complete, e chiedo soprattutto di poter riunire commissioni congiunte più spesso per poter sapere, man mano che passa il tempo, a che punto siamo. Mi dispiace non vedere a questo tavolo i Comuni di Cogoleto e Genova, anche loro coinvolti».

Nel complesso, a parte una presa d’atto dei problemi sollevati, le risposte arrivate non sono ancora molte nè definitive. Se ne riparlerà in un’altra apposita commissione a Genova in Città Metropolitana il 18 dicembre.

Il video realizzato dalla Città Metropolitana: