Scorri in basso per leggere l'articolo

Di chi è la colpa?

Siamo nel pieno della seconda ondata della pandemia di coronavirus, e i contagi sono di nuovo molto elevati: di chi è la colpa? Ce lo siamo chiesto tante volte, dandola a tutti: comuni, regione, governo, commercianti, migranti, controlli… ma se fosse a volte anche un po’ colpa nostra? Se la smettessimo di puntare il dito contro gli altri, e iniziassimo a guardare cosa ognuno di noi può fare e sta facendo per fermare i contagi?
Luigi Gambino, sindaco di Arenzano, ha scritto una riflessione sul suo profilo Facebook, la riportiamo integralmente qui sotto:
 
 
Di chi è la colpa?
È tipico dell’essere umano cercare un colpevole quando le cose non vanno bene.
Ovviamente gli indiziati sono sempre altri soggetti: persone, categorie, istituzioni…
Il meccanismo scatta naturalmente, sia nel corso delle vicende della vita di ognuno fino ai periodi più drammatici che coinvolgono l’intera umanità.
D’istinto abbiamo bisogno di uno o più colpevoli per addossare loro tutte le responsabilità dei nostri problemi.
Anche quando di colpevoli non ce ne sono; oppure quando lo siamo un po’ tutti.
 
Una frase attribuita al Principe Antonio De Curtis recita: “in tempo di crisi gli intelligenti cercano soluzioni, gli imbecilli cercano colpevoli”.
Penso sia volutamente eccessiva, credo che intimamente anche le persone più intelligenti desiderino qualcuno con cui prendersela.
Quello che però mi rattrista è lo sfruttamento di questa umana debolezza per ottenere consensi.
Pensate a quante frasi utilizzate con un perfetto dosaggio di ingredienti populisti e razzisti, con le quali si indicano governi, migranti o altri paesi come colpevoli della crisi economica e sanitaria.
Chi ancora oggi usa a intermittenza la mascherina, chi continua a incontrare altre persone senza precauzioni, chi sfrutta ogni occasione o interpreta estensivamente le norme per prendersi maggiori libertà è intimamente portato a crederci; vede colpevoli con cui prendersela, si lava la coscienza e si deresponsabilizza.
 
Già Confucio 2.500 anni fa diceva: “non ho mai conosciuto un uomo che vedendo i propri errori ne sapesse dar colpa a se stesso”; da allora nulla è cambiato.
A livello locale le cose non vanno in modo granché diverso.
“È colpa del mercato”, “è colpa dei giovani”, “è colpa degli esercizi di somministrazione”, “è colpa dei campetti in Piazzale del Mare”, “è colpa del Sindaco che non chiude la passeggiata”, “è colpa della Preside che non chiude le scuole”, “ci sono insufficienti controlli da parte delle Forze dell’Ordine”; di volta in volta un colpevole si trova, purchè sia un “altro”.
Io non posso cambiare la natura umana, nemmeno la mia, ma voglio provare a instillare in chi legge un piccolo dubbio: “non è che magari è anche un po’ colpa mia? Non è che magari posso stare un po’ più attento?”.
Un po’ forte, vero? Può disturbare parecchio, lo so.
 
Ma ad Arenzano abbiamo malati, ricoverati e deceduti e sono convinto che il Principe Antonio De Curtis ci suggerirebbe di interrompere la ricerca dei colpevoli e di occuparci della soluzione del problema, che è sempre la stessa e consiste nel rispettare con massima attenzione le misure di sicurezza.
 
Io vi prometto che starò sempre più attento (e non solo per i “baletti” che prendo ogni giorno dalla mia famiglia), invito tutti voi di fare altrettanto.
X