Due giorni di seminario comico con Antonio Ornano e Simone Repetto al Sipario Strappato

Sabato 16 e domenica 17 novembre, due giorni al Teatro Il Sipario Strappato di Arenzano con il workshop “La mia sfiga può farti ridere”, a cura di Antonio Ornano e Simone Repetto.

Il seminario comico ha l’intento di sviluppare un’attitudine, divertirsi e capire come raccontare la propria comicità. Il corso durerà circa 16 ore ed è rivolto ad attrici, attori, autrici e autori (insomma, a patto che si abbia voglia di divertirsi e di mettersi in gioco, è aperto a tutti…), per un costo di 120 euro + IVA a partecipante, max 15 persone.

INFO e CONTATTI ilsipariostrappato@gmail.com

Antonio Ornano e Simone Repetto presentano il corso e ne spiegano i dettagli:

“I Monty Python cantavano “Always look at the bright side of life”, guarda sempre il lato positivo della vita, addirittura anche quando sei in procinto di morire come accadeva a Brian di Nazareth. Per riuscirci bisogna provare sempre a ridere della malasorte, delle nostre fragilità e di quelle degli altri, occorre allenare un’attitudine alla comicità, o forse solo recuperare quella che avevamo da bambini. Significa guardare la propria vita e quella degli altri da un’altra prospettiva, anche solo per qualche istante, magari quello che basta per far scattare un approccio che sarà sempre salvifico, a prescindere dalle aspirazioni, dalla perseveranza e dal talento necessari per diventare un comico o il suo autore. Per noi è il mestiere più bello del mondo, per questo vogliamo raccontarlo, spiegarlo e farvi venire la voglia di provare questa gioia.”

COSA SI FA?

Partiamo da te, cerchiamo di capire la TUA ironia, la TUA autoironia, all’occorrenza anche la TUA totale assenza di ironia. E poi ci lavoriamo sopra. Per partire abbiamo bisogno che ciascun partecipante si prepari:

1) Un pezzo di 3 minuti, proprio o di altri. A voi la scelta. Meglio se è un pezzo comico ma non è obbligatorio. Può essere un monologo scritto da voi, da altri, anche uno sketch a due se vi sentite più a vostro agio. 

2) Una presentazione di sé stesso, meglio se spiritosa (2 minuti). Partiamo dalla tua sensibilità, da ciò che ti fa ridere e capiamo perché ti fa ridere.

Questo sarà lo spunto per approfondire le varie cifre stilistiche della comicità e dei comici che ci piacciono e provare a capirne l’alfabeto, quella grammatica che ci serve per intraprendere un percorso personale.

I TEMI TRATTATI

Ecco alcuni dei temi che tratteremo:

– Il monologo

– Il personaggio

– La battuta

– Far ridere con le immagini create dalle nostre parole

– Il comico deve sempre scrivere, non come un “romanziere”.

– Il ruolo dell’autore

– Il rapporto tra il comico e l’autore. Il confronto, la complicità.

– La struttura di un pezzo comico

– L’idea, la premessa di un pezzo comico

– Stand up comedian o personaggio

– Lo sviluppo dell’idea

– La storia

– L’epilogo 

– La “chiusa”.

QUAL È L’OBIETTIVO?

Scoprire come l’ironia e la verità di noi stessi che riusciamo a trasferire sia fondamentale in qualsiasi forma di comunicazione: nella vita quotidiana, nel mondo del lavoro, sul palcoscenico.

Trovare quindi una tua cifra che, in qualche modo, esprima anche la tua visione del mondo. Ci divertiremo a squarciare la retorica e l’ipocrisia, a scovare insieme quello che le persone si vergognano di dire (e persino di pensare) ma che noi abbiamo la possibilità di raccontare.

Scriverete  il vostro pezzo, chissenefrega se farà ridere, ma ci proverete insieme agli altri partecipanti. 

Per questo, in una seconda fase, lavoreremo a coppie, per sperimentare il lavoro creativo e di scrittura che di solito si sviluppa insieme ad un autore. Perché questo percorso è meglio farlo con un’altra persona? Perché il comico e il suo autore, sempre che sia quello giusto, sono due facce della stessa medaglia, perché bere una birra in compagnia è molto più divertente.

Svilupperemo un pezzo che ciascuno porterà sul palco. Questa parte ci offrirà l’opportunità di approfondire come interpretate voi stessi e di affrontare alcuni temi fondamentali di questo mestiere, ad esempio:

– Il comico è sempre un attore

– L’empatia con il pubblico

– La propria gestualità

– La presenza nel momento

– Il contatto con i propri sentimenti

– L’improvvisazione sul testo