Elezioni Cogoleto, il duro “j’accuse” di parte del centrodestra: «Occorre un’inversione di rotta»

Le elezioni di Cogoleto sono state vinte da Paolo Bruzzone e dalla sua lista “SìAmo Cogoleto” con una percentuale netta, precisamente il 59,98%.

Ma cosa succede, nel frattempo, a casa del centrodestra? Nei mesi scorsi si sono intravisti sui social parecchi malumori per la gestione della campagna elettorale, e il centrodestra diviso (in parte scontento dalle scelte interne, in parte attratto dall’ala moderata di “SìAmo Cogoleto”) ha perso con il 27,61%.

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Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito una lettera aperta firmata da Alessandro Marzio, Simone Bianchi, Alessandro Caruso e Alfiero Cravero:

“Il 20 e 21 settembre nel nostro Comune di Cogoleto si sono tenute le elezioni amministrative, la cui campagna elettorale è stata dominata da una confusione politica che ha compromesso le legittime aspirazioni e la possibilità di molti cittadini di essere davvero rappresentati nelle loro istanze di rinnovamento.

Le dimissioni del sindaco Cavelli, con il successivo periodo di commissariamento, avevano aperto grandi spazi per la costruzione di un’alternativa moderata di centrodestra che, fondandosi sull’esperienza dell’opposizione, interrompesse, dopo più di 30 anni, il lungo e ormai logorato ciclo della sinistra. 

Invece il voto ha ancora una volta decretato la sconfitta del centrodestra: questa grottesca situazione è in grande parte dovuta alla genesi e alla gestione della lista SIRIparte, che avrebbe dovuto rappresentare una vera alternativa credibile, soprattutto per l’elettorato.

Proprio ai vertici della destra cogoletese – candidato sindaco Mauro Siri in primis – attribuiamo le seguenti responsabilità:

  • la scelta di organizzare una campagna elettorale timida e minimale, assolutamente non efficace per contrastare la propaganda della sinistra, dando l’impressione all’elettorato di un centrodestra arrendevole, disorganizzato, dilettantistico.
  • l’incapacità di esprimere e/o comunicare una moderna, articolata e non banale visione programmatica per il nostro paese, necessaria per motivare l’elettorato di centrodestra e convincere quello avversario e gli indipendenti verso una scelta di discontinuità con il passato
  • il totale rifiuto al confronto interno e alla condivisione e discussione delle scelte politiche, riservando ben più vigore all’emarginazione del dissenso interno al centrodestra che al contrasto della sinistra.

Sulla base di queste considerazioni intendiamo dissociarci dalla lista SIRIparte:

  • perché non abbiamo condiviso il modo ed i metodi di una campagna elettorale praticamente inesistente
  • perché ci vuole rispetto nei confronti dell’elettorato che ricerca nella rappresentanza politica un’alternativa seria e concreta per poter risolvere le problematiche di questo paese.

Lo facciamo oggi dopo aver rispettato, con il nostro silenzio nei mesi passati, il lavoro di chi ha sinceramente profuso sforzi per sostenere la lista, e con la serena consapevolezza della lealtà politica che ci ha portato a non costituire un’altra lista di centrodestra (anche per non dare poi adito alle solite accuse infamanti che sovente vengono sollevate quando ci sono opinioni contrastanti).

Per spiegare le nostre scelte alla cittadinanza e all’elettorato di centrodestra, desideriamo elencare di seguito i passaggi rilevanti che hanno segnato il percorso elettorale del centrodestra da giugno 2019 a oggi:

  • La prima figura che poteva avere l’investitura di candidato sindaco è stata quella del dottor Eliano Delfino, il quale per alcuni mesi non si è espresso, rifiutando infine a settembre 2019 questa investitura.
  • Successivamente fu chiesta la disponibilità all’architetto Alessandro Marzio per un’eventuale investitura in qualità di candidato sindaco con la condizione (accettata dallo stesso Marzio) di fare un passo indietro nel caso in cui i partiti avessero portato un’alternativa più rappresentativa o più nota, al fine di facilitare la campagna elettorale.
  • Tra dicembre e gennaio 2020, Giorgio Ferro – politico di lungo corso e di rilevante influenza all’interno del gruppo di centrodestra – ha sostenuto la riproposizione della figura di Eliano Delfino, il quale dopo un ulteriore incontro ha promesso il suo appoggio alla lista come esterno, declinando però definitivamente la candidatura a sindaco.
  • Successivamente, nel mese di gennaio, il partito di Fratelli d’Italia, che sosteneva la candidatura del suo iscritto Alessandro Marzio, ha fatto pressioni per costituire una lista autonoma di FdI, dato che all’epoca le elezioni erano imminenti e si dovevano stringere i tempi per la campagna elettorale. Strappo che non è avvenuto su volontà dello stesso Marzio e del segretario locale Cravero, al fine di non creare una rottura netta nel centrodestra che sarebbe stata controproducente.
  • Giorgio Ferro, a questo punto, non potendo più contare su Delfino, si è pronunciato a favore della candidatura del geometra Mauro Siri, giustificandola in quanto ex-dipendente comunale e forse più conosciuto in quanto operatore commerciale di lunga data a Cogoleto, nato e cresciuto qui e quindi percepito come “cogoletese doc”.
    Peccato che questa candidatura non sia mai stata ufficializzata per mesi dallo stesso Siri, ma portata avanti esclusivamente da Ferro e mai osteggiata da nessun componente del centrodestra con l’eccezione di chi, tra cui l’ex consigliere comunale Alessandro Caruso, evidenziava tutte le criticità di un candidato in età avanzata, essenzialmente estraneo alle attuali vicende politiche e umane di Cogoleto e con esperienze lavorative poco sovrapponibili alle attuali esigenze amministrative del comune.
    In particolare Caruso ha sottolineato come il profilo di Mauro Siri non fosse adatto soprattutto in confronto con Paolo Bruzzone, che a quel punto già era accreditato come candidato del centrosinistra, molto radicato e inserito nelle vicende cogoletesi (ex consigliere comunale, presidente associazione dei commercianti, avvocato, parte del direttivo CFFS), e soprattutto abbastanza giovane da poter incontrare una cruciale trasversalità nell’elettorato. Insomma, da una parte il dinamismo di un giovane avvocato intraprendente, e dall’altra parte la visione di una persona in pensione che non dava l’idea di avere argomenti innovativi da portare in campagna elettorale.
    Infine, la presenza di Bruzzone, già candidato sindaco nel 2011 con Forza Italia, ha attratto i voti dell’elettorato dei moderati alla sua lista.
  • In questa incertezza sia sulla figura del candidato sindaco Siri, sia sulla presenza politica dei partiti, sia sui candidati in lista, fu organizzata una riunione indetta dalla Lega con la presenza del coordinatore On. Viviani. Alla riunione erano stati invitati a partecipare anche gli altri partiti, tra cui Fratelli d’Italia, con i vertici della provincia di Genova. Ma non si presentarono in quanto non ritennero la loro presenza fondamentale, dal momento che era stato comunicato che non vi sarebbe stata nessuna votazione. La riunione determinò comunque il candidato sindaco vista l’imminenza delle elezioni.
    Tale incontro, orfano dei rappresentanti provinciali di Fratelli d’Italia, è stato caratterizzato da una votazione non all’unanimità tra iscritti ai partiti: il risultato ha determinato una maggioranza relativa nei confronti di Siri, ma di fatto ha cristallizzato la rottura con chi non riteneva Siri idoneo a contrastare l’avversario Paolo Bruzzone.
  • Quindi, da un lato la candidatura di Siri è stata fin da subito “blindata” non ricevendo i dovuti approfondimento e presentazione verso i militanti/simpatizzanti, e dall’altro lato, ogni possibile proposta e innesto alla squadra veniva velocemente cassato o palesemente osteggiato, come vedremo in seguito.
  • Successivamente su consiglio di Francesco Biamonti, Caruso in qualità di ex consigliere comunale e Marzio in qualità di esponente di Fratelli d’Italia, si recarono da Mauro Siri, con il supporto del figlio Roberto, per capire quali fossero le motivazioni e gli obiettivi del candidato sindaco.
    In questo incontro Siri dichiarava la sua forte amicizia con l’avversario Paolo Bruzzone, e sosteneva che anche in caso di sconfitta avrebbe lavorato molto bene con quest’ultimo, avendo ottimi rapporti con lo stesso.
  • In questo frangente, visto che l’investitura di Siri di fatto aveva diviso i simpatizzanti del centrodestra, si è cercato di trovare una terza figura per poter superare le divergenze. È stata raccolta quindi la disponibilità di Simone Bianchi, ingegnere, trentenne, leghista e cogoletese da generazioni.
    Ma la sua candidatura è stata poi rifiutata dei vertici del centrodestra cogoletese per voce di Francesco Biamonti, adducendo mancanza di esperienza politica.
    A questo punto si è iniziato a chiedere ai simpatizzanti il loro consenso all’ufficializzazione alla candidatura, e a Marzio è stata proposta la carica di assessore o vice sindaco in caso di vittoria.
  • Nel mentre Caruso ha deciso di allontanarsi da questa situazione in quanto in dissenso sulla figura del candidato sindaco (e non sulla squadra che di fatto non era ancora costituita): Siri, a suo dire, non era sufficientemente competitivo per contrastare Paolo Bruzzone.
    Allo stesso tempo alcuni sostenitori tra cui Antonietta Torcasio hanno manifestato una totale avversione, politicamente incomprensibile, nei confronti di Fratelli d’Italia e quindi di conseguenza del suo candidato Marzio in qualità di esponente di partito (non nella sua persona), sia in precedenza, quando si parlava di lui come del possibile candidato sindaco, sia successivamente nei confronti di una sua eventuale nomina a vice sindaco. Un veto così forte da far minacciare a questi sostenitori la fuoriuscita dalla coalizione, con la conseguente perdita di elettorato.
  • Quindi, la candidatura di Siri è apparsa fin da subito “blindata e calata dall’alto”, non condivisa adeguatamente con militanti e simpatizzanti, e dall’altro lato, incapace di coinvolgere chi esprimeva perplessità e avanzava ogni possibile proposta e idea.
  • Il mese di marzo 2020 doveva essere propedeutico all’organizzazione della campagna elettorale, della sua strategia, della realizzazione del programma con il vaglio dei probabili candidati, ma in quel periodo purtroppo il lockdown ha bloccato ogni tipo di attività sul territorio. Tale blocco non ha giustificato in realtà l’impossibilità di comunicare e interagire con i mezzi che la tecnologia moderna ci mette a disposizione; ma in questo contesto non è stata presa alcuna iniziativa da parte né del candidato sindaco, né da parte di Giorgio Ferro in qualità di coordinatore, né da parte di Francesco Biamonti esponente di spicco della politica locale: così tutto si è fermato.
    Il lockdown non poteva giustificare l’inerzia personale dei vertici che dovevano coordinare la campagna elettorale, in quanto il programma, le strategie, la comunicazione, potevano benissimo essere gestite anche a distanza, dando ad ogni singola persona dei compiti da poter poi sviluppare collegialmente. Nulla di ciò è stato fatto e ci siamo ritrovati a giugno con la disorganizzazione di chi non ha portato a termine nessun obiettivo.
  • Nelle prime assemblee della lista iniziavano a emergere perplessità sull’efficienza dell’organizzazione e sull’impostazione della campagna elettorale, che avrebbe dovuto rivolgersi ad associazioni, commercianti, comitati e persone che in qualche modo potevano essere interessate al progetto del centrodestra. Nulla di tutto ciò è stato fatto, lasciando campo libero agli avversari che indisturbati tessevano contatti a tuttotondo con tutta la società cogoletese.
    Ogni suggerimento proposto da Marzio – additato come persona che remava contro – è caduto nel vuoto, senza mai ottenere un vero dibattito interno che portasse ad una conclusione pratica su come costruire un eventuale programma. Questo disinteresse su argomenti cardine per un programma ha dissipato definitivamente ogni entusiasmo, al punto che rispetto alle prime assemblee che erano piene, alle ultime si presentava non più di una decina di persone.
  • Con il passare del tempo è stata confermata la data delle elezioni (20/21 settembre 2020), ma nulla di nuovo è stato portato avanti; il mese di luglio si è concluso con una bozza del programma incompleto e superficiale, senza definire la lista dei candidati, senza vagliare una strategia elettorale, senza una pianificazione delle risorse economiche da impiegare, senza individuare le persone a cui dare incarico per la pubblicità elettorale. Tutto questo ha reso la lista di centrodestra estremamente disorganizzata, tant’e che nessuna campagna mediatica di una certa risonanza è stata portata avanti per pubblicare la lista ed il suo programma. La lista ha avuto il suo compimento a soli due giorni dal termine utile per la presentazione, il programma al 21 agosto era solo presente su una pagina Facebook e non era stato ancora veicolato in forma cartacea.
  • Al termine di quanto sopra esposto la figura di Marzio, considerato da molti “elemento fondamentale” per la lista, ha rinunciato alla candidatura a seguito di un incontro avvenuto il 4 agosto con Mauro Siri, in cui quest’ultimo aveva sostenuto la necessità di far subentrare altre persone, lasciando sempre sul piatto l’opzione di un eventuale assessorato esterno. Marzio non si è opposto, rimanendo disponibile a coadiuvare la campagna elettorale senza avanzare alcun veto o richiesta personale.
    Questa scelta acuisce la percezione che Siri agisse in totale autonomia senza rendere partecipe l’intera squadra e senza confrontarsi, associando improvvisazione, autoreferenzialità e disorganizzazione.
  • Tutto ciò ha portato, a inizio agosto, a un incontro con Biamonti, Petrosino, Bianchi, Marzio e Caruso al fine di poter trovare una soluzione per costituire o una nuova squadra o cambiare il candidato sindaco: nessuna soluzione veniva considerata fattibile da Biamonti in quanto, essendo la macchina elettorale già stata messa in moto, non si sentiva in coscienza di fare un cambiamento così radicale a ridosso delle votazioni, con come unica ipotesi prospettata dallo stesso Biamonti di valutare un’eventuale alleanza con i 5 Stelle formando una lista unica per contrastare la sinistra e non disperdere i voti. Non solo, ma la lista SiriParte doveva nascere come “partitica”, solo esclusivamente con i simboli dei partiti del centrodestra, e invece con la presentazione del simbolo SiriParte non venne rappresentato alcun nome di partito, ma ben si raffigurava il nome di un candidato indipendente costituendo di fatto una lista civica, appoggiata esternamente dai partiti. Una “lista civica” per la sua costituzione, non permette e non ha permesso ad esponenti politici di rilievo di poter sostenere con la loro presenza l’investitura della squadra e del suo candidato sindaco.
  • In questo contesto ci risultano particolarmente gravi alcuni post a mezzo Facebook in cui il candidato sindaco, ancora in piena estate, invitava l’elettorato a trasmettergli proposte, dando dunque l’impressione di non avere idee e di non aver chiaro come procedere.  
    Facciamo notare che la lista SiriParte durante la campagna elettorale è stata completamente abbandonata a se stessa nella sua organizzazione, apparendo disorganizzata e senza una figura chiave che potesse coordinarla, pur avendo tra le sue fila un esponente politico di lungo corso quale Francesco Biamonti.
    Troviamo assolutamente lesivo per il centrodestra cogoletese che la sua attuale leadership trasmetta la sensazione di non avere idee programmatiche chiare e che – peggio – faccia passare la deleteria idea che “se vince uno o l’altro va comunque bene”.
  • A fine agosto non avevamo ancora assistito a nessuna attività pubblica intensiva di dibattiti con i cittadini e le organizzazioni/associazioni del territorio con il candidato sindaco e dei suoi candidati tranne la presenza prevalente di gazebo in piazza Matteotti.

Per tutti i motivi sopraindicati riteniamo che questa campagna elettorale sia stata gestita in maniera superficiale e inadeguata, avendo lasciato la guida del centrodestra a persone prive di esperienza in materia, ma incredibilmente spacciate come esperte.

Ciò ha vanificato ogni possibilità di un’eventuale vittoria, in quanto l’elettorato ha percepito una campagna fatta da persone che non hanno saputo organizzarsi tra di loro, e che dunque tantomeno avrebbero saputo amministrare un Comune.

Pertanto, con questa lettera abbiamo voluto indicare la genesi di questa amara sconfitta e responsabilizzare gli artefici di questa grave situazione anche in vista del ruolo da opposizione che attende quantomeno Mauro Siri, che ci auguriamo svolga appieno, controllando severamente l’operato del Sindaco e della maggioranza.

Soprattutto vogliamo sensibilizzare l’elettorato del centrodestra sulla necessità, da qui in avanti, di un radicale cambiamento dove le vecchie modalità di fare politica hanno dimostrato di essere fallimentari e perdenti, pertanto occorre un’inversione di rotta e una visione capace di pensare progetti futuri attrattivi, convincenti e costruttivi, portati avanti da una squadra nuova, ben organizzata e pronta per quando si tornerà al voto. Questo per garantire all’elettorato un’immagine di efficienza, di capacità organizzativa e di coesione, fattori indispensabili anche per gestire la pubblica amministrazione“.