Maria Teresa Valle con il suo ultimo libro alla biblioteca di Cogoleto

    Quando:
    11 Dicembre 2019@17:30–19:00
    2019-12-11T17:30:00+01:00
    2019-12-11T19:00:00+01:00
    Dove:
    Biblioteca Civica "E. Firpo", Villa Nasturzio
    Cogoleto

    Mercoledì 11 dicembre alle 17,30, presso la Biblioteca Civica “E. Firpo” di Cogoleto, nell’ambito delle “Settimane della Cultura 2019”, la scrittrice Maria Teresa Valle presenterà il suo ultimo libro “Il mandante” (Fratelli Frilli Editore).

    Maria Teresa Valle dialogherà con Stefano Mantero.

    L’AUTRICE

    Maria Teresa Valle, nata a Varazze (SV), risiede attualmente a Genova. Sposata, ha due figli e due splendidi nipoti. Ha conseguito la Maturità Classica al Liceo G. Chiabrera di Savona. Iscritta all’Università di Genova si è laureata in Scienze Biologiche e specializzata in Patologia Generale. Ha lavorato in qualità di Dirigente Biologa all’Ospedale San Martino di Genova. Fin da bambina ha amato la lettura e la scrittura.Per i Fratelli Frilli Editori ha pubblicato: “La morte torna a settembre” nel 2008, “Le tracce del lupo” nel 2009, “Le trame della seta. Delitti al tempo di Andrea Doria” nel 2010, “L’eredità di zia Evelina. Delitti nelle Langhe” nel 2012, “Il conto da pagare” nel 2013, “La guaritrice” nel 2014, “Burrasca” nel 2015, “Maria Viani e le ombre del 68” nel 2016, “I ragazzi di Ponte Carrega” nel 2017, “Delitto a Capo Santa Chiara” nel 2018. Nella Collana per ragazzi “I Frillini”: “Il segreto di Forte Diamante” nel 2018; insieme a Stefano Mantero ha pubblicato per Delos Books il noir storico “L’uovo di Colombo” e “Il Capitano dell’Esmeralda”. Ha scritto inoltre diversi racconti in antologie.

    IL LIBRO

    “Il Mandante”: Genova, 1950. La guerra è finita da pochi anni e Genova ne mostra ancora le ferite. In questa città, che con fatica e coraggio sta cercando di ritrovare la sua normalità, torna, in qualità di commissario capo, Damiano Flexi Gerardi. Durante il regime fascista e per tutto il periodo del conflitto ha esercitato il suo ufficio in Sardegna, confinato a Oristano per aver urtato i poteri forti con la sua ostinazione durante un’indagine. Al commissariato di Prè, dove è stato destinato, lo aspetta un collega, il vice commissario Alfiero Bonvicini, con cui c’è una ruggine di vecchia data, e un giovane ispettore, Silvio Marceddu, con cui simpatizza subito, nonostante il proprio carattere restio alle amicizie.

    Fa appena in tempo a sistemarsi a casa del fratello e della cognata che viene chiamato in causa per un delitto: un modesto sarto di abiti ecclesiastici, Ermete Cicala, viene trovato ucciso nel suo laboratorio situato nel cuore del centro storico. Nessun testimone, nessun indizio aiutano il commissario nelle indagini, che si rivelano subito molto difficili. La vittima è un uomo di specchiata onestà, apparentemente senza nemici. Non un solo movente per il suo omicidio. Ma è davvero così?