Fase 2, i golf restano chiusi: «Ma il distanziamento è garantito, si sta all’aperto, e ci lavorano persone del territorio»

C’è un particolare tipo di sport che non è stato preso per ora in considerazione in questa “fase 2”, sebbene ad alcune altre attività sia stato dato il via libera dalla Regione: il golf.

Tra Arenzano e Cogoleto si contano ben due campi (quello della Pineta e quello di Lerca): «Il golf dà lavoro a persone del territorio, almeno una quarantina tra le due strutture sul nostro territorio – spiega a Cronache Ponentine Giorgio Terreni, giocatore e padre di un istruttore professionista – ma non solo, perché il distanziamento sociale è garantito, e si può passare un po’ di tempo all’aperto in tranquillità e sicurezza». 

Certo servirebbero delle regole anche qui: «Innanzitutto l’ingresso ai campi da golf è riservato solo ai soci, per cui controllare chi entra è semplice. Ma poi basta stilare protocolli di sicurezza di facile applicazione: chiudere gli spogliatoi, attrezzarsi con disinfettanti e gel, mettere in sicurezza le Club House. Poi le distanze sono insite nelle regole del golf: non si può stare a meno di 3-4 metri dai compagni, quando si gioca. Il golfista è abituato alle distanze. È anche un diversivo, un’idea per uscire e “passeggiare” nel verde facendo sport: ci sono tante famiglie che giocano insieme, e avrebbero spazi, si divertirebbero, chi gioca è abituato a essere distanziato. Non si mandi in sofferenza un settore che in Liguria ha tanti campi e tanti lavoratori».

Riguardo ai timori di alcune persone che pensano che la riapertura dei campi in Liguria possa essere un'”attrazione” per coloro che arrivano da altre regioni, Terreni riflette: «C’è una normativa ben precisa che vieta gli spostamenti tra regioni, si faccia rispettare con i giusti controlli per impedire gli “arrivi clandestini”, senza per questo penalizzare le attività del territorio».