Foto – Cogoleto, ecco il progetto per l’area dell’ex Tubi Ghisa

E’ ancora un progetto preliminare – vale a dire che sulla carta nulla è deciso – ma promette di dare una svolta all’area dismessa della Tubi Ghisa di Cogoleto (in gran parte di proprietà della Saint Gobain): si tratta del nuovo quartiere eco-compatibile che potrebbe sorgere nel cuore del paese, progettato dalla società pubblico-privata Sviluppo Genova. Il condizionale è d’obbligo: le carte elaborate dall’architetto Marco Guarino devono ancora essere approvate in commissione consiliare, dopodiché toccherà al consiglio comunale dare il nulla osta.

L’ex area industriale, per un totale di 55mila metri quadrati, sarà trasformata in un quartiere residenziale dotato anche di una scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, un parco pubblico di oltre 15.000 mq, di un’area commerciale da 4.000 metri quadrati e di parcheggi sotterranei. L’idea di Sviluppo Genova è quella di creare un quartiere “eco-compatibile” dedicato soprattutto alle giovani famiglie che vi potranno trovare una casa dove poter andare ad abitare.

E’ prevista la realizzazione di almeno 200 alloggi tra i 45 e i 120 metri quadrati (di cui alcuni saranno di edilizia residenziale pubblica). L’area sarà funzionale e soprattutto strettamente collegata alla viabilità ordinaria essendo a poche centinaia di metri dal centro storico e alla viabilità autostradale.

Oltre ad un quartiere residenziale, la novità consiste nel fatto che nelle aree è previsto anche l’allestimento di orti condominiali, che costituiranno uno degli elementi caratterizzanti del nuovo quartiere. Gli spazi pianificati ad orto condominiale sono pari a 6.350 mq, ma si tratta di un confine variabile nella modulazione del rapporto con i giardini privati.

«E’ opportuno ricordare che oggi la richiesta di spazi da destinare ad attività di questo genere è sempre più presente nelle fasce di potenziali utenti più giovani. Si tratta di una tendenza di mercato che va consolidandosi e che deve essere tenuta nella giusta considerazione nell’affrontare temi di sviluppo complessi ed articolati come quello in esame. In secondo luogo, fa parte degli assunti iniziali massimizzare le superfici a verde, per consolidare il più possibile l’idea di un quartiere “smart” – spiega il Presidente di Sviluppo Genova Franco Floris -. In terzo luogo, aspetto che si ritiene della massima importanza, la presenza diffusa tra i volumi edilizi di orti condominiali contribuirà senz’altro a mitigare la rigida suddivisione tra spazi pubblici e privati, inducendo negli abitanti la consapevolezza dell’importanza della condivsione, generando presidio territoriale e senso di appartenenza al luogo».

Un piano di riqualificazione complesso che ha richiesto diversi mesi di studio: «Sarà un nuovo pezzo di Cogoleto – dice l’assessore alle Aree Dismesse Michele Scarrone – non vogliamo che sia costituito solo da seconde case, ma che entri a far parte della vita del paese a tutti gli effetti, per questo sono state studiate scuole, servizi e verde pubblico. Quanto a noi, se il progetto andrà in porto come prima cosa lo condivideremo con i cittadini, e poi staremo attenti che non venga costruito un metro cubo in più del dovuto».

Non è la prima volta che si parla dell’area della Saint Gobain, dismessa dai primi anni 2000: già parecchio tempo fa il Comune di Cogoleto aveva provato – sempre con l’aiuto di Sviluppo Genova – a comprare l’area. Sembrava che i proprietari fossero intenzionati ad accettare l’offerta di un altro acquirente, poi però finì tutto in una bolla di sapone. «Abbiamo riprovato in questi mesi a capire come gestire quella zona, per non avere brutte sorprese sul suo destino – dice il sindaco Anita Venturi – il progetto è stato rivoluzionato rispetto a quello di tanti anni fa, abbiamo fatto particolarmente attenzione alla sostenibilità ambientale».

Se tutto andrà in porto e il progetto verrà approvato in comune, l’ultima parola l’avrà comunque la Saint Gobain in quanto proprietaria della maggior parte dei terreni interessati dal progetto.

 

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