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FOTO – Sopralluogo al depuratore della Lupara: a che punto siamo? Tutte le ultime news sulla “storia infinita”

A che punto siamo con il depuratore intercomunale della Lupara? Quali sono i lavori in atto e quali le tempistiche per questa opera così importante per Arenzano, Cogoleto e Vesima?

Giovedì 2 luglio alle 15 le commissioni 3 e 4 della Città Metropolitana di Genova si sono riunite per discutere sulle problematiche legate al depuratore, con tanto di sopralluogo al sito di Cava Lupara.

Ancora ritardi

Il primo incontro con tutte le parti interessate era già stato fatto il 5 dicembre 2019: qui era stato chiesto un cronoprogramma entro fine gennaio, ma con i ritardi dovuti al coronavirus di nuovo non si ha una data precisa per la conclusione di questa “storia infinita” partita nel 2003, anno della prima convenzione per la realizzazione del depuratore.

Dal 2003 a oggi l’iter è andato avanti con una lentezza incredibile dovuta a problemi, fallimenti, interruzioni, commissariamenti. E ora la Città Metropolitana si è presa in carico la questione.

Cosa prevede il progetto

Ricordiamo che il progetto prevede le opere di collettamento, 5 stazioni di sollevamento e impianto di depurazione realizzato con tecnologie moderne. A seguito dell’evoluzione della normativa, la Città Metropolitana ha predisposto una variante al progetto che consiste nell’innalzamento del manufatto di 1,30 metri. 

Il sopralluogo

Alla riunione di ieri erano presenti i consiglieri metropolitani di Genova e del Comune di Arenzano Salvatore Muscatello e Daniela Tedeschi insieme ai colleghi consiglieri metropolitani Enrico Piccardo, Enrico Pignone ed Elio Cuneo, mentre i consiglieri Agostino Bozzo, Antonio Segalerba e Marco Conti erano presenti con delega. Presente anche Agostino Ramella, dirigente della Direzione Ambiente della Città Metropolitana. Per il Comune di Arenzano, presente l’assessore all’Ambiente Giovanna Damonte, il geometra Giuseppe Muffoletto e il geometra Franco Damonte. Presenti anche i rappresentanti di Anas, Ireti e Rfi.

Com’era prevedibile, a seguito del periodo di emergenza sanitaria, sono stati persi ulteriori mesi: «In questo momento si stanno programmando i carotaggi richiesti dall’ARPAL al fine di verificare la quantità di amianto nelle rocce che saranno oggetto di scavo» ha detto Ramella, facendo presente anche che il ricorso al Tar da parte di alcuni privati riguarda solo una parte del sito per la messa in sicurezza del versante est e che comunque il contenzioso non incide direttamente sul progetto.

Il Comune di Arenzano, durante la riunione, ha fatto presente che in questi giorno ha ottenuto il via libera per la messa in sicurezza del sito e per i lavori di ispezione per conto dell’Arpal.

Ireti nel frattempo ha sostenuto che la società sarebbe pronta per l’esecuzione dei lavori ma essendo il progetto fermo dal 2011 occorrerebbe un aggiornamento in termini economici e amministrativi per un adeguamento istat del capitolato e un ulteriore adeguamento normativo.

Tempistiche

Quali termini? Ancora una volta non sono state fissate date particolari, anche se è emerso che:

  • I carotaggi e le ispezioni avranno una durata dai 4 ai 6 mesi e la durata dipende comunque dalle analisi dei campioni
  • La revisione del progetto potrà essere di pochi giorni e poi passare dalla conferenza dei servizi per il via definitivo del progetto

Il Consigliere Pignone ha precisato che i costi di realizzazione del depuratore vanno tenuti separati per ciò che riguarda l’intervento pubblico e la tariffa degli utenti.

Prima della chiusura dei lavori e del sopralluogo sul sito di Cava Lupara i commissari hanno chiesto ai presenti un nuovo incontro a settembre per un ulteriore aggiornamento.

Le istanze del Dlf e il ricorso al Tar

Nel frattempo, bisogna fare i conti con il ricorso al Tar di un privato che ha un’attività nelle vicinanze e che non vorrebbe subire svantaggi dalla prossimità con un depuratore.

E con i dubbi del Dopolavoro Ferroviario, che nei pressi gestisce il Circolo Nautico di Vesima, e che già in passato aveva chiesto verifiche approfondite (anche sull’eventuale presenza di amianto) a causa di un territorio che, con gli anni, è diventato sempre più difficile da proteggere e fragile.

Ad Arenzano i condomini hanno vinto la prima battaglia contro le spese di depurazione

Nel frattempo le bollette ad Arenzano (e non solo) continuano ad essere gravate dai costi di depurazione anche se di fatto il depuratore della Lupara ancora non è attivo, e si può contare solo su alcuni impianti più piccoli come quello presente al porticciolo turistico. E però, come aveva messo in evidenza un carteggio tra un’amministratrice di condominio, il Comune  e il Difensore Civico, «la tipologia di tale impianto primario non soddisfa i requisiti di depurazione acque reflue previsti dalla normativa vigente in materia in quanto la stessa prescrive il trattamento secondario, ovvero biologico».

I condomini non si erano dati per vinti ed erano andati avanti con gli avvocati. E a febbraio 2020 è arrivata la prima sentenza, quella del Giudice di Pace. Per i giudici «nessuno può pretendere di essere compensato per una prestazione che non ha reso».

(Grazie al Presidente della IV Commissione della Città Metropolitana di Genova Salvatore Muscatello per il report del sopralluogo e le foto)

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