Half Marathon di Arenzano: curiosità e ricordi con Riccardo Ridolfi e Armando Sanna, “storico” vincitore delle prime edizioni

Riccardo Ridolfi

di Simone Farello

«Tutto è iniziato per allungare il week end della Mare Monti di Arenzano, aggiungendo un’iniziativa nel venerdì che precede la due giorni di marcia. La competizione non era nemmeno inserita nel calendario FIDAL, la chiamavamo Ecomaratona e prevedeva anche dei tratti di percorso in sterrato». Così ricorda Riccordo Ridolfi, e forse nemmeno lui e gli altri volontari della sezione atletica della Polisportiva Arenzano immaginavano che quell’evento collaterale sarebbe diventato uno degli appuntamenti più importanti nello scenario nazionale della corsa su strada: la Ecomaratona è oggi la Half Marathon di Arenzano, giunta alla sua dodicesima edizione. 

«Due terzi dei partecipanti arrivano da fuori Liguria – spiega Ridolfi, con cui proviamo a capire le ragioni di questo straordinario successo di partecipazione -. Innanzitutto ci caratterizza la partenza nel tardo pomeriggio del venerdì, mentre di solito queste corse si svolgono di domenica mattina. Ma il segreto, sicuramente, è nel tracciato. Una mezza maratona che percorre la riviera da Arenzano a Varazze passando da Cogoleto, costeggiando mare e scogliere, in uno scenario unico». Si parte questa sera alle 18,30 da piazza Mazzini e si percorre il lungomare De André e il tracciato della vecchia ferrovia fino a Varazze, per poi tornare indietro.

Che sia effettivamente uno scenario unico lo conferma il vincitore delle prime due edizioni, il genovese Armando Sanna: «Per un atleta è un percorso ideale, pianeggiante e dal grande fascino, a partire dal passaggio nelle gallerie della vecchia ferrovia, in cui si respira un microclima che in giornate secche è ideale per i corridori». Lo dicono il palmares dei vincitori e delle vincitrici e i risultati cronometrici di altissimo rilievo. Lo dicono i numeri dei partecipanti, che in alcune edizioni hanno superato il migliaio. Lo dice l’amore per questa gara di Gelindo Bordin, primo italiano a vincere l’oro olimpico nella maratona, nel 1988 a Seoul che, sottolinea Ridolfi, «ha corso sei o sette volte la nostra mezza maratona, fuori gara, per allenamento, oltre a fare da testimonial in un’edizione».

Armando Sanna

Proprio il richiamo a Bordin ci fa riflettere su cosa significhi una corsa come la Half Marathon di Arenzano, in un’Italia che da tempo non esprime più campioni di valore mondiale come negli anni ‘80, ma vede crescere costantemente le schiere dei runner nel sempre più fitto calendario di mezze maratone, maratone, ultra marathon, trail. I contenuti agonistici si intrecciano con quelli di una cultura che coniuga sport, ambiente ed evento collettivo.

Perché correre o camminare è, in fondo, un modo di vivere i luoghi, non solo di percorrerli, come ci spiega Ridolfi: «Sono convinto che comuni come Arenzano, Cogoleto o Varazze potrebbero e dovrebbero investire sempre di più in manifestazioni come queste. Spero che i sindaci e gli amministratori ne prendano sempre più coscienza; non solo perché possono richiamare molte persone anche in periodi non propriamente turistici, ma perché rafforzano l’identità di un territorio».

«Ricordo con piacere – ci dice ancora Armando Sanna, prima di iniziare la seduta del consiglio comunale di Sant’Olcese di cui oggi è proprio il Sindaco – che il giorno dopo aver vinto la corsa partecipai, con molti altri atleti, alla Mare e Monti, scoprendola per la prima volta», per poi aggiungere: «Noi fondisti ci allenavamo quasi tutti a levante e il ponente era roba da ciclisti: è grazie alla Mezza di Arenzano che molti hanno cominciato a frequentare abitualmente questo lungo tratto di pianura in riva al mare. Nel 2009, quando vinsi per la seconda volta, mi stavo preparando per la maratona e corsi in totale 36 km: un’esperienza che porto sempre dentro di me».

Sono questi gli elementi che portano ogni anno ai nastri di partenza atleti e atlete da tutto il mondo, a partire da grandi interpreti delle lunghe distanze. Sfogliando l’albo d’oro maschile troviamo marocchini e, naturalmente keniani, mentre in quello femminile, oltre al successo dell’anno scorso della ruandese Clementine Mukandanga, spiccano soprattutto le tre vittorie della genovese Emma Quaglia, che in carriera vanta un sesto posto in Maratona ai Mondiali di Mosca del 2013 e una Coppa Europa con la nazionale azzurra a Zurigo nel 2014. «Spero che Emma ci faccia la sorpresa di essere presente anche quest’anno – ci confida Ridolfi – per fare da madrina alla corsa per i ragazzi». Perché insieme alla Half Marathon si disputa anche, per l’ottavo anno, la Kids Run: «Mentre gli adulti sono in gara, i ragazzi e le ragazze dai sei ai dodici anni gareggiano sulla passeggiata di Arenzano sulla distanza del chilometro. È un modo per far parlare i giovani con i grandi trasmettendo valori e garantendo un pettorale, una maglietta e una medaglia per tutti. Inoltre – conclude Ridolfi – è l’unica gara che faccio anche io, per accompagnarli». L’anima di questa competizione e di altre manifestazioni come la Gran Trail Rensen o il Miglio Marino è infatti uno di quelli che la corsa ce l’ha nel sangue: «Ho fatto molte maratone e anche una 100 Km, in undici ore, ma non ho mai corso la Mezza di Arenzano. O, meglio – un po’ ride e un po’ sbuffa – non ho mai gareggiato, ma per organizzarla la farò almeno 10 volte avanti e indietro…».

L’appuntamento è quindi oggi nel tardo pomeriggio con diversi atleti africani, il forte Corrado Pronzati, cogoletese che corre in casa e che proverà a migliorare il terzo posto dell’anno scorso e tutti gli altri e le altre che hanno voluto esserci, per lasciare l’impronta della loro corsa sulle nostra riviera.