Il caso Stoppani in consiglio regionale, Ferrando: «Vogliamo stato dell’arte e cronoprogramma»

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Torna periodicamente alla ribalta il caso della Stoppani, l’ex fabbrica dei veleni di Cogoleto.

Ad accendere nuovamente i riflettori sull’area, con i manufatti principali demoliti ma ancora lontana da una vera e propria bonifica, è il consigliere regionale Valter Ferrando (Italia Viva) con un’interrogazione.

Ma qual è il punto? L’area – di circa 2 km quadrati tra mare e terra – è in stato di emergenza dal 2006, e da allora la gestione emergenziale è stata rinnovata dai vari Governi con cadenza annuale (ma non sono mancati i ritardi che hanno fatto tremare più di una volta gli amministratori locali; l’anno scorso, ad esempio, la proroga è arrivata a marzo). Nel frattempo, con gli anni, si sono avvicendati problemi non da poco come quelli che hanno riguardato la discarica della ex Stoppani (Molinetto).

Attualmente è in atto ancora la messa in sicurezza (la bonifica sarà la fase successiva) e, per concluderla, servono ancora interventi milionari. E poi rimane sul tavolo la questione di quei 14 milioni stanziati nel 2017 ma che la struttura commissariale non avrebbe ancora visto arrivare. 

«Come noto – commenta Valter Ferrando a margine del consiglio regionale – nel 2019, al fine di assicurare il completamento degli interventi urgenti, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si è avvalso come commissario straordinario del Prefetto di Genova ad quale ha attribuito i poteri per l’esecuzione delle attività di bonifica dando come termine ultimo lavori il 31 dicembre 2021. Di fatto Regione Liguria non è più destinataria delle relazioni a suo tempo regolarmente trasmesse dal Commissario Delegato. Ho chiesto che la Regione venga inserita nuovamente come interlocutore, come parte attiva in questa vicenda e di vedere al più presto il cronoprogramma (14,8 milioni di euro stanziati nel 2017 sarebbe opportuno sapere come sono stati/sono e saranno spesi per la messa in sicurezza)  che supponiamo, vista la data di fine lavori, sia stato redatto dalla struttura commissariale».

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