Il Sipario Strappato si organizza: gli spettacoli dei ragazzi su YouTube, e tanti progetti per superare la crisi

Il canale YouTube del Sipario Strappato si trova a questo link.

 

Cartellone interrotto, stagione finita in largo anticipo, platea vuota da mesi: per il Sipario Strappato, il teatro di Arenzano, il momento non è certo dei migliori e sta soffrendo – come quasi tutte le altre realtà del mondo della cultura e dello spettacolo – a causa delle norme per il distanziamento sociale rese necessarie dal Covid-19.

«Il teatro? Sempre in crisi, ma mai morto. Ce la faremo anche adesso»

Eppure Sara Damonte, nuovo direttore artistico che ha iniziato la sua esperienza alla guida del teatro arenzanese pochi mesi prima dello “tsunami” della pandemia, cerca, per quanto possibile, di vedere il bicchiere mezzo pieno: «Tutto cambia – racconta – ed è sempre in evoluzione, bisogna trovare il modo per potercela fare anche a queste condizioni. Siamo pieni di idee e penso che si possano trovare soluzioni alternative per passare questo momento di difficoltà, prima di tornare poi alla piena normalità e a tutta la potenza della fisicità del teatro. Certo, non è facile, ma il teatro esiste da quando esiste l’uomo, fa parte della sua storia, è sempre stato un settore martoriato, i crisi, ma non è mai morto. E non morirà adesso. Come Sipario Strappato ci crediamo, e siamo in grado di essere sul pezzo».

Cosa succederà è presto per dirlo, dovendo monitorare la situazione dei contagi praticamente di giorno in giorno. «Però dal 15 giugno potremo fare spettacoli all’aperto – spiega Sara – e anche se ormai la stagione 2019-2020 è andata, con l’aiuto del Comune stiamo ragionando per proporre eventualmente qualche appuntamento con comici magari a Villa Figoli, contando su uno spazio che consenta di mantenere il distanziamento sociale tra gli spettatori. E poi chissà come sarà a ottobre, quando in teoria dovrebbe partire la stagione 2020-2021: il nostro teatro conta 150 posti, con le misure di distanziamento sociale ne rimarrebbero una quarantina, troppo poco per pensare di coprire i costi, sarebbe un bagno di sangue. E poi siamo al chiuso, con le mascherine, magari anche gli attori, chi verrebbe? Certo, è ancora presto per sapere cosa si potrà fare in autunno, ma ci stiamo organizzando anche per proporre alcuni spettacoli in streaming: bisogna capire se e quanto il gioco vale la candela».

Su YouTube gli speciali spettacoli dei ragazzi della scuola di recitazione

Intanto il Sipario Strappato ha aperto un canale YouTube, e sta caricando una serie di lavori sviluppati dai ragazzi della scuola di recitazione – con la supervisione, la regia e il montaggio dello staff del teatro – proprio durante la quarantena.

Non si tratta di video di vecchi spettacoli, ma di prodotti pensati proprio per finire su YouTube: «Per continuare a tenere il rapporto con i ragazzi – continua Sara – ci siamo messi in contatto su Zoom, ed è stata una bella scoperta: i nostri allievi sono entusiasti, e la scelta è stata accolta con favore anche da molti ragazzi con disabilità che per una serie di problemi non riuscivano ad accedere al teatro. Così ci si collega da casa, con tutti i confort».

Ma in cosa consiste il lavoro che stanno portando avanti? «Abbiamo pensato che fosse inutile concentrarci su uno spettacolo “tradizionale” come saggio di fine anno, se tanto portarlo in scena è impossibile – conclude il direttore artistico -. In una situazione del genere puoi vedere quello che ti manca, ma anche quello che c’è. Ci sono i nostri ragazzi, c’è tanta voglia di fare, c’è la tecnologia che ci aiuta. E dunque stiamo mettendo in scena, collegati ognuno da casa propria, la celebre fiaba di “Peter Pan” di Barrie e “In alto mare”, spettacolo ispirato al testo di Mrozeck. Arriverà probabilmente anche un altro racconto per bambini, per gli allievi più piccoli. Il risultato lo stiamo mettendo online a puntate, come vere e proprie serie. È una cosa bellissima e difficile: registriamo dal vivo e in diretta, ma solo noi insegnanti abbiamo il quadro complessivo di come verrà il lavoro alla fine, dunque i ragazzi si devono fidare e memorizzare una serie di parametri, come ad esempio la direzione in cui guardare quando si rivolgono a un compagno, non potendo vedere altro se non loro stessi».

Non mancano neanche gli effetti speciali, come gli oggetti che “cadono” da un’inquadratura all’altra. «È una bella sfida, faticosa perché le lezioni durano molto di più dovendo organizzare e posizionare tutti i ragazzi, senza contare gli immancabili problemi di connessione. Però sono tutti molto contenti, sono bravissimi e si divertono: il nostro lavoro con loro ha trovato una strada alternativa».