Intervista esclusiva alla Galleria del Pizzo: «Così sono diventata un simbolo di Arenzano, come la Mezza e i pavoni»

L’intervista goliardica nasce per sdrammatizzare un po’, naturalmente senza perdere di vista la grave situazione della via Aurelia in zona Pizzo: gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda li trovate qui

di Valentina Bocchino

Vincendo la sua proverbiale timidezza si è iscritta ultimamente anche a Facebook: a convincerla gli amici (un tombino e una transenna) che le hanno detto che tanto, sui social, ci sei anche se non ci sei. E lei, sui social, c’è da parecchio tempo anche a sua insaputa.

Ma non solo è sbarcata sul web: si è lanciata anche nell’organizzazione eventi, proponendo una mostra retrospettiva su “Arenzano e la rumenta”, e un contest per indovinare giorno e ora della prossima chiusura, attività che d’altronde va per la maggiore già da tempo tra gli arenzanesi. Ma così almeno pagheranno la quota di iscrizione e, nel caso, vinceranno fantastici premi come i “sassi ricordo della frana” già messi in vendita quando la via Aurelia era totalmente chiusa.

Insomma, cara galleria, come ci si sente ad essere diventata così famosa?

Bene, anche se naturalmente ero conosciuta già da prima poiché avevo comunque un incarico di tutto rispetto: raccoglievo e catalogavo le imprecazioni dei giovani che per andare alla Kascia dovevano attraversarmi. Poi, in occasione della frana del 2016, sono stata notata: questione di fortuna, ero al posto giusto nel momento giusto. E così mi hanno convinta ad abbandonare il discorso delle imprecazioni aprendo un altro passaggio che mi passa accanto, e a diventare finalmente la protagonista. E poi tutti i miei fan che chiedono continuamente se sono aperta o chiusa… mi lusingano! So che i miei agenti sono un po’ esauriti per tutte queste richieste continue, ma è la fama, bellezza. Gli ultimi sondaggi dicono che negli ultimi anni la gente fa persino più domande su di me che sui fuochi d’artificio. Adesso sono io la star indiscussa della zona. 

Più che della zona, di tutto il paese

Sì, alcuni mi dicono addirittura che sono uno dei simboli di Arenzano, un po’ come la Mezza Carolina e i pavoni, e io divento rossa. Anzi no, meglio lasciar perdere i colori che sennò mi chiudono.

Non teme la concorrenza?

Mah, ho visto che ultimamente anche le sorelle minori stanno cercando di farsi notare, come le gallerie del lungomare De Andrè con quegli smottamenti venuti giù durante le allerte di ottobre. Ma quelle servono solo pedoni e ciclisti. Sotto di me, invece, c’è la strada statale 1, signore e signori, l’Aurelia. E poi io ho provato a spiegare alle mie sorelle che le frane serie vengono giù anche giorni dopo la pioggia, mica erano obbligate a fare tutto così, di corsa, durante le allerte, ma non mi hanno dato retta. Non parliamo poi della frana sulla A10 di mercoledì sera: principiante. Anche se, a dirla tutta, quella di venerdì 22 si sta prendendo già un po’ troppa attenzione, con l’Autostrada che non si sa bene se è aperta o chiusa: pensavo di avere io il monopolio sui metodi per far impazzire i cittadini tra aperture e chiusure, ma è evidente che quando hai una buona idea te la fregano tutti.

Cosa prevede per i prossimi giorni?

Mmmm sento le pareti umide: un brutto presagio. Se mi gira, chiudo.

Perché chiude così spesso? Non pensa di causare un disagio ai cittadini?

Rimanere aperta è molto faticoso, e poi tutto quel rumore dei motori, e i gas di scarico! Troppo stress mi fa venire le crepe, e mi creda, non riesco più a vedere la faccia che ho nelle foto che pubblicano i giornali! Dunque meglio ogni tanto prendersi una pausa e chiudere. Non vorrei mai finire come la galleria Tortuga, a Vesima, quella alla quale hanno dovuto fare un lifting di urgenza qualche mese fa.

Quanto durerà questa situazione?

Al momento è difficile prevederlo: come le ho già detto tutte le attenzioni che ricevo quotidianamente sono fonte di grande stress, e dunque ogni tanto sento il bisogno di andare in vacanza. Per fortuna il dottore ogni tanto mi prescrive una buona dose di burocrazia, per cui ne approfitto. Ho già ricevuto anche numerosi messaggi d’odio sui social, sa? Mi dicono che non sono più la stessa, che sono vecchia. Un giorno o l’altro mi stufo, chiudo baracca e burattini, e vado in vacanza: gli automobilisti che arriveranno troveranno solo un muro di terra. E allora sì che penseranno a com’era utile la cara vecchia galleria del Pizzo!