La Parola al Commercialista – La bozza della manovra 2019: la pace fiscale

Riprendiamo le rubriche al fine di semplificare e comprendere i contenuti del nuovo pacchetto fiscale collegato alla legge di bilancio. La bozza del decreto collegato alla manovra 2019 contiene tutte le misure fiscali riguardanti la pace fiscale, la rottamazione ter e la flat tax.

Pace fiscale

Cominciamo dalla pace fiscale o, meglio, com’è chiamata dalla bozza sulla “Definizione agevolata delle controversie tributarie”.  

Requisiti

La bozza del decreto collegato consente di chiudere le liti fiscali aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, che rispondono a tre requisiti:

  • una delle parti in causa è parte l’Agenzia delle Entrate;
  • il ricorso in primo grado è stato notificato alla controparte entro il 30 settembre 2018;
  • alla data della presentazione della domanda per accedere alla pace fiscale, il processo non è concluso con pronuncia definitiva.

Domanda

L’istanza, esente da imposta di bollo, deve essere presentata entro il 16 maggio 2019, per ciascuna controversia autonoma in forma distinta. Entro la medesima data deve essere effettuato il pagamento del dovuto o della prima rata. Anche i versamenti vanno effettuati in forma distinta per ciascuna controversia autonoma.

Soggetti e pagamento del dovuto

La domanda per accedere alla pace fiscale può essere presentata dal soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o da chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo in percentuale al valore della controversia:

  1. pari al valore della controversia per le controversie in attesa di giudizio;
  2. della metà del valore in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nella pronuncia di primo grado;
  3. di un terzo del valore in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nella pronuncia di secondo grado;
  4. del 15% o del 40% del valore per le controversie relative esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate al tributo, rispettivamente, il 15% in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare sul merito o sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio e il 40% in tutti gli altri casi.

Rate

Le somme dovute possono essere versate in cinque rate trimestrali (tre rate nel 2019 e due nel 2020). È esclusa la compensazione e non è ammesso il pagamento rateale se gli importi dovuti non superano 2 mila euro. Il termine per il pagamento delle somme o della prima rata, come anticipato, scade il 16 maggio 2019. Sulle rate successive alla prima, da versare entro l’ultimo giorno del trimestre di scadenza, si applicano gli interessi legali calcolati dal 17 maggio 2019 alla data del versamento. La definizione si perfeziona con il pagamento degli importi dovuti o della prima rata. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.

Liti escluse

Sono escluse dalla definizione le controversie concernenti anche solo in parte:

  • le risorse proprie tradizionali e l’IVA riscossa all’importazione;
  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato.

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Rubrica a cura del Dott. Salvatore Muscatello – Laureato in Scienze Politiche indirizzo Economico presso l’Università di Genova. Appartenente al Corpo della Guardia di Finanza e componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova con incarichi speciali fino al 2000. Dal 2001 Commercialista e Revisore contabile con studio in Arenzano.