La Parola al Commercialista – Le novità del comodato gratuito ai fini IMU e TASI

Dott. Salvatore Muscatello

Laureato in Scienze Politiche indirizzo Economico presso  l’Università di Genova. Appartenente al Corpo della Guardia di Finanza e componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova con incarichi speciali fino al 2000. Dal 2001 Commercialista e Revisore contabile con studio in Via Sauli Pallavicino 4, Arenzano.

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Sui comodati gratuiti la Legge di Stabilità ha apportato interessanti modifiche, purtroppo restrittive per tutti quei contribuenti che si aspettavano invece l’esenzione totale dell’IMU sugli immobili concessi in uso gratuito ai propri figli.

Alla fine dei conti non sembra che il comodato gratuito sia poi così conveniente e ai poveri genitori che speravano di dare in uso l’immobile ai propri figli per ottenere l’esenzione IMU non gli resta che rivolgersi ad un notaio e richiedere un contratto di usufrutto temporaneo o abitazione con l’aggravio di ulteriori spese.

Tutte le impostazioni degli anni precedenti sono state completamente abrogate ed è stata introdotta una sola forma di comodato gratuito per il quale è prevista una riduzione del 50% della base imponibile, analogamente agli immobili storici o inagibili.

Si tratta di una norma molto restrittiva, studiata ad arte da qualche burocrate eccellente, che limita le agevolazioni IMU del comodato gratuito a pochi casi:

1)    si deve essere proprietari di uno o due immobili massimo;

2)    l’immobile concesso in comodato e l’eventuale secondo immobile devono essere necessariamente ubicati nello stesso comune dove il proprietario ha la residenza o la dimora abituale;

3)    l’agevolazione scatta solo con il comodato tra figli e genitori. Sono esclusi comodati tra parenti al di fuori del primo grado;

4)    il contratto di comodato deve essere registrato presso un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Non vale nessuna scrittura privata o altra forma/dichiarazione di concessione del comodato;

5)    sono esclusi i comodati per le abitazioni di lusso (Categorie catastali A1, A8 e A9).

6)    il Comodante che beneficia della riduzione della base imponibile, esclude le altre agevolazioni riguardanti la riduzione del 50% per storicità o inagibilità dell’immobile dato in comodato;

7)    per beneficiare della riduzione della base imponibile per l’immobile concesso in comodato, il proprietario deve comunicare e attestare il possesso dei requisiti al Comune tramite apposita Dichiarazione.

Tra l’altro, in presenza di pertinenze per entrambi gli immobili potranno essere solo tre (una per ogni categoria catastale C2, C6 e C7).

Si evince chiaramente che l’immobile in comodato non è assimilabile ad abitazione principale, come tutti si aspettavano ma rimane evidentemente un immobile soggetto ad aliquota ordinaria con base imponibile ridotta del 50%.

N.B. Con l’obbligatorietà della registrazione del contratto, la riduzione del 50% potrà essere applicabile solo dalla data di registrazione del contratto.

Per chi ha già un contratto di comodato stipulato precedentemente che rispetta le condizioni viste deve fare solo dichiarazione al Comune.

Per la registrazione del Contratto di comodato, da effettuare entro 20 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto, serve dotarsi di:

  • almeno 2 copie del contratto con firma in originale (una per l’ufficio e una per il proprietario o per il comodatario; all’altra parte può andare una copia del contratto registrato);
  • una marca da bollo da Euro 16,00 per ogni copia del contratto (quindi almeno 2 – N.b. serve una marca da bollo ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe);
  • le marche da bollo devono avere data precedente o uguale alla data di sottoscrizione del contratto di comodato, NON successiva;
  • copia del documento di identità del comodante e del comodatario;
  • versamento di Euro 200,00 (imposta di registro) su codice tributo 109T effettuato con Modello F23;
  • Modello 69 compilato, per la richiesta di registrazione.

Quindi il costo complessivo da sostenere per poter beneficiare della riduzione del 50% è di almeno Euro 232,00 (200 Euro imposta di registro + almeno 2 bolli da Euro 16,00) + eventuali costi aggiuntivi se vi rivolgete a un consulente o ad una agenzia.

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Rubrica a cura del Dott. Salvatore Muscatello – Laureato in Scienze Politiche indirizzo Economico presso l’Università di Genova. Appartenente al Corpo della Guardia di Finanza e componente della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova con incarichi speciali fino al 2000. Dal 2001 Commercialista e Revisore contabile con studio in Arenzano.