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La lettera di Lazzaro Calcagno agli allievi del Sipario Strappato: «Mai in questi 30 anni il silenzio è durato così tanto»

Il teatro non si ferma, ed è più forte della pandemia: il Sipario Strappato l’ha già dimostrato durante la prima ondata, con i corsi spostati online e mille idee per coinvolgere il pubblico e gli allievi. Nonostante tutto.

E nonostante tutto i corsi del teatro reggono anche durante questa seconda ondata, online, con tante idee e sogni, la pazienza e la dedizione di chi continua a insegnare ai ragazzi a inseguire i loro sogni. La vita continua, il teatro pure, in un modo o nell’altro, e ci piace citare Sara Damonte, direttore artistico, quando durante una nostra intervista aveva detto che «il teatro esiste da quando esiste l’uomo, fa parte della sua storia, è sempre stato un settore martoriato, in crisi, ma non è mai morto. E non morirà adesso». Anche se, non c’è da negarlo, si fa fatica ancor di più in questa seconda ondata in cui iniziamo a fare i conti con la stanchezza psicologica di una situazione che dura da mesi, con l’insofferenza verso le restrizioni, con le molte difficoltà economiche, con i contagi che vanno avanti.

Il presidente del Sipario Strappato, Lazzaro Calcagno, ha scritto una bella lettera a tutti gli allievi del teatro, quelli di ieri e quelli di oggi, e l’ha pubblicata su Facebook. La riportiamo integralmente qui sotto:

Lettera a tutti gli allievi del teatro che ho fondato sia di oggi che del passato e con i quali mai in tutti questi anni siamo stati per così tanto tempo lontani…
“…stava per ripartire tutto e invece…mai in questi trent’anni il silenzio è durato così tanto, c’era sempre una ripartenza che si faceva energia…in tutti questi anni ho visto il mio viso riempirsi di rughe e i capelli diventare più grigi…ma mai ho rinnegato l’affetto che mi legava, sia a quelli che sono entrati attraverso lo squarcio del sipario strappato, sia a quelli che ne sono usciti. Ogni volta, che qualcuno andava, era come mi avessero squarciato il cuore. In tutti questi anni non ho fatto altro che insegnare a inseguire i sogni, senza vergognarsi mai per questo…a volte sono finito al tappeto e mi sono sempre rialzato più forte di prima…adesso le cose sembra stiano cadendo a pezzi, forse perché non siamo riusciti a rallentare la frenesia della vita. Ma una cosa è rimasta intatta sempre mentre andavo avanti…ho risparmiato un po’ d’amore nel caso voi foste prima o poi ritornati a casa. Spero ci sia ancora in voi un po’ di tempo per me…altrimenti non mi dimenticate mai, non dimenticate mai un sognatore che il suo cuore ve l’ha regalato sempre…vi amo tutti, anche quelli che si sono dimenticati di me ma soprattutto tutti quelli che sono passati dall’altra parte e recitano sui palcoscenici del cielo. In attesa del ritorno da questa guerra…finché avrò un battito ci sarò…a presto!”

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