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Piano Urbano Mobilità Sostenibile, Damonte: «Ancora una volta il ponente senza biglietto integrato»

È il suo cavallo di battaglia da quando è entrato in Consiglio Metropolitano, e così il consigliere Stefano Damonte (Patto Metropolitano) ha espresso nella seduta odierna tutta la sua insoddisfazione quando nel PUMS in votazione, non ha trovato una sola riga dedicata al biglietto integrato, né alla possibilità di far arrivare i treni metropolitani – che attualmente fermano a Voltri – fino a Cogoleto. Il consigliere e il suo gruppo si sono dunque astenuti.

Cos’è il PUMS

Il Piano Urbano Mobilità Sostenibile della Città Metropolitana di Genova è un piano strategico volto a soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese per migliorare la qualità della vita. In rapporto al Piano Strategico della Città Metropolitana di Genova, approvato il 21 Aprile 2017, il PUMS costituisce attuazione delle strategie e delle linee di azione, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, sviluppando una visione di sistema della mobilità urbana nel capoluogo genovese e nell’intera area metropolitana.

Gli interventi previsti sul territorio

Per quanto riguarda la zona di Arenzano e Cogoleto, il PUMS prevede nuovi parcheggi di interscambio a Cogoleto (in prossimità della stazione ferroviaria e degli impianti sportivi, ampliando l’esistente), e la realizzazione di reti per la mobilità ciclabile in ambito urbano, con particolare attenzione nei confronti dei Comuni di Arenzano e Cogoleto.

Biglietto integrato e treni metropolitani fino a Cogoleto: si dovrà aspettare ancora

Stefano Damonte già nel febbraio 2018 aveva presentato una mozione (approvata poi all’unanimità) che chiedeva l’estensione della rete ferroviaria metropolitana ai comuni di Cogoleto a ovest e Sestri Levante a est, nonché l’istituzione del biglietto integrato Amt-Trenitalia. Operazione, quest’ultima, che se si verificasse porterebbe a un notevole risparmio a favore dei cittadini, e infatti è un tema molto sentito e discusso in riviera. Si era poi parlato di possibili fondi per il biglietto integrato con il decreto Genova, ma la questione non era stata portata avanti.

«Avevo già contattato gli uffici della Città Metropolitana lo scorso maggio proprio per ribadire quanto fosse importante questo tema per noi, forte della mozione approvata all’unanimità in Consiglio Metropolitano – dice Damonte – ma nel PUMS alla fine non compare nulla di tutto ciò. Occorre che si faccia presto un tavolo di lavoro che coinvolga le ferrovie e che realizzi finalmente la nostra proposta di ottenere una linea ferroviaria metropolitana vera e propria. Non bastano solamente parcheggi di interscambio se poi la cadenza dei treni è insufficiente alle necessità della popolazione ed il rapporto qualità-prezzo è svantaggioso. Si chiama piano di “mobilità sostenibile” ma è un paradosso dal momento che per chi vive fuori dal Comune di Genova, come nel mio caso, occorrerà spendere quasi 8 euro per un viaggio in treno di andata e ritorno fino in centro. Se l’auto rimane la soluzione più appetibile vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato e decisamente poco sostenibile. È una battaglia bipartisan in cui si riconosce la maggior parte dei cittadini che abita in provincia, a prescindere dal colore politico».

L’argomento comunque continua a essere attuale: pare infatti che prossimamente anche l’ANCI possa muoversi a favore del biglietto integrato.

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