Il Presidente della Croce d’Oro di Sciarborasca si dimette, la lettera

Pubblichiamo la versione integrale della lettera di dimissioni del presidente della Croce d’Oro di Sciarborasca, Vittorio Obinu:

Carissime e Carissimi,

in data 18 gennaio ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente della V.P.S. Croce d’Oro Sciarborasca Onlus.

Da parte mia è doveroso fornirVi le motivazioni che hanno indotto ad intraprendere questa sofferta decisione.

In oltre undici anni di presidenza ho messo a disposizione della pubblica assistenza la mia persona e le mie capacità. Non pecco di presunzione nell’affermare che penso di averne avute, e credo che i risultati conseguiti sino ad oggi ne siano una testimonianza. Devo aggiungere che ho avuto la fortuna di essere stato affiancato da un gruppo di persone che hanno saputo comprendere il mio carattere, riversando in me un’immensa fiducia sulla base di una continua condivisione di scelte ed azioni intraprese. Tutto questo non può essere certamente il motivo che ha indotto le mie dimissioni; anzi, il desiderio era quello di arrivare alla scadenza naturale del mandato nel 2020.

Si sono create, però, negli ultimi due o tre anni, situazioni che hanno continuamente turbato il mio pensiero. Sicuramente a chi ha avuto, come me, esperienze di tipo politico all’interno del nostro Comune, doveva apparire naturale che fossi dotato di una sorta di scafandro del quale rivestirmi per fronteggiare anche queste situazioni. Ma, come ben noto a tutti, sono un uomo che prova verso i social network un’aberrazione di cui vado fiero. Mi considero una persona estremamente concreta: sarà perché i numeri sono e saranno tutta la mia vita. Loro non ingannano ma, nella loro freddezza, rappresentano la realtà; si possono manipolare ma non aggirare, e quello che sanciscono è legge.

I continui attacchi diretti e indiretti che mi sono piovuti addosso non nego che, col tempo, abbiano contribuito a minare il mio stato d’animo. Non mi riferisco di certo alle scelte intraprese, che ho fatto in estrema condivisione e che rifarei, ma piuttosto all’opportunità di continuare a dedicare il mio tempo all’associazione rischiando di trascinare anch’essa verso fraintendimenti. Ho infatti capito da subito che il problema non era la Croce d’Oro ma il sottoscritto. Mentre prima il tiro al bersaglio poteva definirsi misto, dall’estate 2016 si è concentrato anche sulla pubblica assistenza. Tutto è agli atti della stessa. L’unica cosa che so per certo è che questi “casuali” accadimenti hanno rinfrancato ancora di più la Croce d’Oro ed il sottoscritto sulla bontà dell’operato sin qui svolto. Il bilancio ed i conti, ancorchè non avessi alcun dubbio, sono veritieri e le scritture contabili conformi alle pezze giustificative. Lo hanno sancito società di controllo esterne che ci hanno estratto “a sorte” e lo ha potuto recentemente verificare anche la polizia tributaria. Ho quindi la certezza di lasciare un’organizzazione sana e con buone prospettive future. Non solo, queste verifiche hanno contribuito anche a confermare la mia totale trasparenza nell’operare sia all’interno della pubblica assistenza che negli “altri contesti”.

Perché dimettersi allora?

Sicuramente tutto questo percorso di mesi ha accresciuto in me la convinzione che fosse un bene per tutti, compreso per il sottoscritto, farsi da parte: offuscando il bersaglio il cacciatore non avrebbe più saputo a cosa sparare! Che bella vittoria di Pirro! Mi auguro che il percorso legale intrapreso, a tutela dell’immagine della Croce d’Oro venga mantenuto con determinazione, al fine di ottenere il giusto indennizzo ma soprattutto per far comprendere che altri sono i metodi di dialogo per ottenere eventuali informazioni e che diversi sono i modi per esprimere, ancorché democraticamente, i propri giudizi.

Ho dedicato, come Voi, molto tempo alla nostra associazione e continuerò a dedicarne mettendo a disposizione la mia esperienza, ma ritengo sia giunto il momento di riappropriarmi della mia vita personale. Lo devo a me stesso ed alla mia famiglia alla quale ho sottratto tempo che nessuno mi restituirà. E, badate bene, non è anacronistico che questo coincida con il mio pensionamento: un mio maggior e continuo impegno avrebbero esacerbato ancora di più la situazione.

Ora ho bisogno di un po’ di serenità che spero mi venga concessa.

Ai “miei” consiglieri chiedo di capire la scelta rimanendo saldi al proprio posto e dando a chi mi sostituirà lo stesso sincero apporto.

Al nuovo Presidente auguro un buon lavoro conscio che la sfida non sarà facile. Se e quando lo riterrà opportuno io sarò sempre a disposizione.

Cari Volontarie e Volontari, non sto appendendo la divisa al chiodo. Il mio ruolo di volontario attivo, non appena sarò pronto, riprenderà e sarò felice di unirmi a Voi nell’immane sforzo che ogni giorno fate mettendo a disposizione del prossimo la Vostra persona. Di questo vantatevene sempre e andatene fieri. Vi chiedo di continuare a fare anche il mio, come avete fatto da un anno a questa parte in cui il mio ruolo operativo sui mezzi di soccorso era venuto meno.

Ragazzi del Gruppo Verde datevi da fare! Anche se un po’ più da distante, Vi seguirò sempre.

Chiudo citando una frase di un celebre scrittore/filosofo Isaac Asimov. Egli disse: <<se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli>>. Ecco, credo che questa frase, sulla quale invito a riflettere, racchiuda tutto il mio modo di pensare odierno.

Ringraziando tutti di cuore per il cammino fatto insieme fino a qui, Vi mando un forte abbraccio e Vi dico arrivederci!