Rincari bollette dell’acqua, Caruso: «C’è stata mancanza di comunicazione»

Il caso dei rincari delle bollette dell’acqua arrivate in questi giorni ai commercianti continua a far discutere, soprattutto a Cogoleto.

Il paese è in fermento: da una parte ai commercianti è arrivata una “stangata” con rincari vicini al 100%, cifre in grado di mettere in crisi un’attività, soprattutto chi lavora nel settore bar e ristorazione. Dall’altra l’amministrazione comunale è in mano ormai da mesi a un commissario, e la campagna elettorale si avvicina. Abbastanza per scatenare la polemica politica.

Di fatto, ad aver fatto lievitare le cifre in bolletta, è una direttiva europea recepita dalla Città Metropolitana (il problema dunque non è solo di Cogoleto, ma si pone almeno a livello provinciale). Alessandro Caruso, ex consigliere comunale della Lega, punta il dito contro Comune e Città Metropolitana (nella figura dell’ex consigliere cogoletese Stefano Damonte, Pd): «Non è mai arrivata nessuna comunicazione ufficiale ai cittadini – dice Caruso – e dire che il Comune di Cogoleto ha tra le sue società partecipate anche Am.Ter che si occupa proprio gestire il servizio idrico integrato. Le istituzioni sapevano, ma non risulta che abbiano detto niente, c’è stata una mancanza di comunicazione». 

La polemica si è trascinata anche sui social e, per quanto riguarda il suo coinvolgimento, Damonte replica: «Purtroppo non era, in questo caso, nelle competenze del Consiglio incidere direttamente sull’aumento o la diminuzione della tariffa. Il mio gruppo ha espresso tutto il suo malcontento e quello dei sindaci su questo tema. È Arera a determinare le tariffe, oltre che vigilare sulla Cassa per i servizi energetici ed ambientalii».

In sintesi, la Città Metropolitana lo scorso febbraio ha approvato una proposta per recepire le direttive dell’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che a sua volta derivano da direttive europee che hanno come obiettivo uniformare la tariffa a livello nazionale. Dunque la Città Metropolitana non avrebbe avuto un grande margine di discrezionalità. Durante la seduta, è anche stato sottolineato il malcontento dei sindaci relativo alle tariffe, auspicando in futuro un maggiore confronto tra il gestore e gli enti territoriali, riflessione condivisa anche dal sindaco metropolitano Marco Bucci, che aveva invitato gli uffici competenti a una proposta operativa per un confronto in tempi brevi.