Salvaguardia della costa: firmato l’accordo Comune di Arenzano-balneari per il bando della Protezione Civile

Creare una sinergia fra pubblico e privato per proteggere le coste arenzanesi dalle mareggiate: è questo lo scopo del protocollo d’intesa firmato questa mattina da Luigi Gambino, sindaco di Arenzano, e Giovanna Damonte, presidente del Consorzio Bagni Marini di Arenzano.

L’obiettivo, nel dettaglio, è partecipare a un bando della Protezione Civile per poter ottenere i fondi per costruire una barriera soffolta a protezione del litorale del paese. Il progetto è già pronto e – grazie al protocollo d’intesa – è stato donato dagli stabilimenti balneari al Comune. Se tutto andasse a buon fine, ad Arenzano verrebbe creata una barriera sottomarina che proteggerebbe la costa dal porto fino alla galleria del Pizzo.

Cosa prevede il progetto

«Voglio ringraziare tutti i bagni di Arenzano – dice il sindaco Luigi Gambino – che hanno scelto di contribuire massivamente a questa operazione già approvata nei giorni scorsi dalla giunta all’unanimità. Parteciperemo al bando con un progetto che prevede un importante intervento di difesa della costa». In Comune si parla di cifre a 6 zeri, difficili da trovare per un’amministrazione: per questo la decisione di partecipare al bando della Protezione Civile.

«La sinergia tra Comune e privati deve diventare una prassi – commenta Giovanna Damonte, presidente del Consorzio Bagni Marini Arenzano – e noi imprenditori non possiamo solo pretendere, dobbiamo anche metterci in gioco per la comunità e per proteggere il paese che ci dà lavoro e che è la nostra vetrina. Tutelare la costa è fondamentale quanto tutelare le nostre imprese, e in questo senso bisogna pensare con una visione che si estende oltre i confini dei nostri stabilimenti: dobbiamo unire le forze e pensare ad Arenzano. È un investimento anche per i nostri figli e nipoti».

Sostanzialmente, la soffolta del progetto donato dai balneari – e che percorrerebbe la costa dal porto alla galleria del Pizzo – rimarrebbe sott’acqua e dunque non si vedrà se non immergendosi, non impedirebbe la navigazione, ma sarà importante per impedire alle mareggiate più potenti di distruggere la costa, e di portarsi via il materiale dei vari ripascimenti. «Sarebbe una barriera contenitiva – spiega ancora Damonte – e in alcuni comuni come Loano sta funzionando con risultati eccellenti».

Le onde delle mareggiate sarebbero così sostanzialmente fermate da questa barriera. E Damonte sa cosa vuol dire vedersi il proprio stabilimento balneare distrutto dalla forza del mare: «Io, come altri, non potrei proprio più permettermi un terzo mutuo in tre anni per rimettere a posto di nuovo tutto. Bisogna intervenire sulla costa».

Il ripascimento con lo smarino dello scolmatore del Bisagno

A proposito, se tutto andasse in porto, si integrerebbe ulteriormente il ripascimento che ad Arenzano avverrà grazie allo smarino proveniente dai lavori per lo scolmatore del Bisagno. Nel comune rivierasco – che aveva avviato l’iter nel 2017 – è previsto l’arrivo di più di 80mila metri cubi di materiale per ricostituire il litorale: una boccata di ossigeno che restituirà alle spiagge arenzanesi, tra il 2020 e il 2021, circa 10 metri di battigia e 4 moli. Un’operazione vantaggiosa per tutti: per le spiagge di Arenzano, ma anche per la struttura commissariale che si occupa dei lavori dello scolmatore del Bisagno, e che risparmierà in termini di risorse e tempi, non dovendo portare lo smarino a smaltire in discarica.

A questo punto sarebbe importante per Arenzano un ulteriore lavoro di tutela della costa per impedire che questo ripascimento possa essere danneggiato da altre mareggiate. Il bando della Protezione Civile, pensato per tutelare la costa dopo le terribili mareggiate dell’ottobre 2018, è il 31 ottobre. Dopodiché, nei mesi successivi, si saprà se il progetto presentato dal Comune di Arenzano, donato dagli stabilimenti balneari, è stato accettato.