VIDEO – Arenzano, il coronavirus e quel silenzio così innaturale

di Valentina Bocchino

C’è un lenzuolo che sventola da una finestra in una via Bocca insolitamente deserta, accanto a una “teleferica” che permette a due case di poter comunicare a distanza: la scritta recita “Andrà tutto bene“, è colorata, e l’arcobaleno disegnato cerca di infondere almeno un po’ di speranza a chi passa.

Sotto ci sono i giochi per bambini, ma non c’è nessuno da settimane ormai: anzi, l’amministrazione comunale ha fatto appendere dei cartelli con la scritta “io gioco a casa“.

Quello che sentite nel video realizzato oggi è l’audio originale: un silenzio così innaturale, così “assordante” per un sabato di primavera che normalmente avrebbe attirato in una cittadina di riviera moltissime persone da Genova, dalla Lombardia e dal Piemonte.

Il chiacchiericcio di via Bocca è un ricordo, così come anche le “vasche” sul lungomare interdetto con nastri e transenne. Il vicolo è più deserto che mai, i negozi sono chiusi, sulle vetrine si leggono solo cartelli in cui i commercianti si “scusano per il disagio”. Come se ci fosse qualcosa per cui scusarsi. Alcuni spiegano che l’attività non si ferma, con aperture a orari particolari e consegne a domicilio (qui il nostro articolo con le attività aperte ad Arenzano e Cogoleto). Altri annunciano la chiusura a tempo indeterminato, fino a fine emergenza. Sperando di riuscire a riaprire, quando tutto sarà finito, perché sarà allora che dovremo tutti compiere un altro enorme sforzo, questa volta per l’economia.

Cosa sta succedendo, nel frattempo? Il centro di Arenzano è vuoto e questo è un segnale positivo, vuol dire che le persone stanno nel complesso rispettando le normative di sicurezza. E sono tante le iniziative che sorgono per passare il tempo anche in casa: chi trasmette musica dal balcone, chi gioca, chi suona, chi disegna, chi si allena in casa. Molte storie le abbiamo già pubblicate, continueremo a farlo per dare voce alla speranza e per permettere ai cittadini di passare qualche minuto di svago, tenendo insieme – anche solo virtualmente – la nostra comunità.

Ci sarà un dopo, come scrivevo poco più sopra, e allora arriverà un’altra stagione dura: bene hanno fatto oggi, sui social, maggioranza e minoranza ad Arenzano a mostrarsi compatte per l’emergenza, con la proposta del leghista Paolo Cenedesi di creare un’unità di crisi economica per il “post coronavirus”, approvata anche dal sindaco Luigi Gambino, che dal canto suo ha posticipato le rate Tari e sospeso l’imposta di soggiorno per il 2020.

Cronache Ponentine ha pubblicato e continuerà a dare visibilità a tutte le misure economiche intraprese dai Comuni, da Regione Liguria e dal Governo per aiutare i lavoratori, le famiglie, le imprese, fino a quando il nostro territorio non ricomincerà di nuovo (per citare la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2020, quando non avremmo mai pensato di affrontare un periodo del genere) a “fare rumore, perché non lo possiamo sopportare questo silenzio innaturale”.