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VIDEO – Cogoleto, via libera al rinnovo del progetto Siproimi (Sprar)

In fondo all’articolo, il video completo del consiglio comunale con tutti gli interventi

Il Comune di Cogoleto ha rinnovato, per il triennio 2021-2023, il progetto Siproimi (così si chiama l’evoluzione dello Sprar dopo il decreto sicurezza. 2019) per l’accoglienza, l’integrazione e la tutela a favore di richiedenti di protezione internazionale e beneficiari di protezione umanitaria. Si tratta della sostanziale prosecuzione di quanto già a suo tempo deliberato dall’amministrazione comunale nel 2017, con la partecipazione di una rete del territorio e che coinvolgeva gli ospiti in attività di volontariato negli spazi promossi da associazioni e realtà locali del territorio. Il progetto, che comprendeva originariamente 40 beneficiari e si è ridotto oggi a 25, «ha funzionato molto bene – dichiara il sindaco Bruzzone – e ha consentito al nostro paese, non solo dal punto di vista sociale, di integrare persone che provenivano da situazioni di disagio economico, sociale, da zone che erano soggette a guerre o nelle quali comunque non venivano rispettati i diritti umani, e quindi di renderle partecipi della nostra comunità. Ma ha anche consentito di evitare che sul territorio potessero insediarsi altri centri che non fossero sottoposti al controllo e all’indirizzo da parte dell’ente locale». Il sindaco, durante l’ultimo consiglio comunale, ha ribadito la doppia valenza positiva del progetto, sia per i diretti beneficiari, sia per la comunità che viene in questo modo preservata da situazioni ben più problematiche a livello di sicurezza e di ordine pubblico. 

Giorgia Pisani, assessore con delega alle politiche per l’integrazione, ha sottolineato come il progetto abbia dato positivi riscontri e sia ben integrato sul territorio con il coinvolgimento di quasi tutte le associazioni quali il circolo culturale Gala, l’Acli, il centro sociale BRIC, la Caritas diocesana, il gruppo scout Cogoleto 1, la Croce Rossa, la Croce d’Oro e l’associazione Marco Rossi. Inoltre i ragazzi entrati nel progetto in questi anni hanno avuto  anche la possibilità di ottenere, come nelle finalità proprie del progetto, una loro autonomia: «Abbiamo 8 iscritti alle scuole superiori, 2 in attesa di iniziare dei corsi di formazione organizzati dalla Regione Liguria, uno per magazziniere, uno per pizzaiolo» ha evidenziato l’assessore, che ha anche ricordato la positiva collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Cogoleto nell’ambito di un progetto sull’integrazione della Università di Genova. «Capisco che ideologicamente non siate a favore dello Sprar – ha detto poi l’assessore rivolgendosi all’opposizione, specie a Francesco Biamonti della Lega – però è anche vero che non si può sempre dire che non vanno bene le cose, in questo caso non si può dire che le cose non siano andate bene».

È stato inoltre sottolineato come il Comune di Cogoleto, attraverso il settore dei Servizi Sociali, abbia costantemente verificato il raggiungimento degli obiettivi, monitorandone il progressivo avanzamento. Vista la complessità del programma – basato su un bando europeo – l’amministrazione sarà affiancata nel prossimo triennio dalla consulenza di uno studio professionale esterno «che però viene in sostanza pagato con le risorse che sono previste all’interno del bando stesso e quindi senza alcun aggravio per il nostro comune» afferma il Sindaco Bruzzone.

Biamonti ha replicato: «I soldi non escono dalle tasche del comune, arrivano dal Ministero degli Interni. Parliamo di 423mila euro per un anno, moltiplicati per 3 anni, addizionati ai più di 2 milioni che abbiamo stanziato negli anni precedenti e che in totale fanno una cifra alta, spesa per 25 giovanotti mantenuti in toto dalla nostra comunità, dagli italiani. È un bellissimo progetto, abbiamo all’epoca spuntato 2 milioni e più, cofinanziati dal Comune con 50mila euro all’anno, ma fatto in fretta e furia, ai tempi ci eravamo riuniti, l’ex sindaco Cavelli aveva chiamato anche le minoranze, in qualche modo abbiamo partecipato tutti, si trattava del Cas. Questa delibera fa vedere le differenze profonde tra chi come me è più critico verso questa immigrazione e voi che invece siete per una società multietnica e che siete per accettare tutto in toto. La colpa di queste migrazioni non siamo noi che ai tempi li abbiamo colonizzati, ma della loro classe dirigente indecente che li sfrutta, ruba tutti gli aiuti che l’occidente manda, loro non hanno nessuna possibilità lì e allora scappano in massa da un continente dove corruzione e violenza impera. Ma questi ragazzi sottraggono risorse ai nostri giovani». 

 

 

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