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“O Principin”, presentata ad Arenzano la traduzione genovese del Piccolo Principe

Da ingegnere a traduttore: è passando per questa metamorfosi che Alessandro Garibbo – genovese doc – ha già venduto 2.000 copie della sua fortunata traduzione in “zeneize” del Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupery.

“Scrivo poesie in genovese – racconta Garibbo, che ieri sera ha presentato “O Principin” ad Arenzano, nel bar del Nuovo Cinema Italia – e una di queste è stata pubblicata sulla rivista belga Micromania, che si occupa dei dialetti delle lingue romanze. Un lettore di questa rivista, il tedesco Walter Sauer, ex professore di filologia ed ora editore, mi ha proposto di tradurre in genovese il Piccolo Principe, opera che lui stesso aveva pubblicato in più dialetti”.

E così è iniziata la straordinaria avventura di Garibbo che, da ingegnere della Selex, si è improvvisato traduttore.

Ma la deformazione professionale resta: “Da bravo ingegnere – scherza Garibbo – mi sono divertito a smontare e rimontare l’opera come se fosse una macchina, per vedere cosa c’era dentro e analizzarne bene i contenuti. Ho studiato anche il contesto storico in cui era stata scritta, e la biografia dell’autore. E ho fatto delle scoperte interessanti e sorprendenti: il Piccolo Principe non è solo una favola ma è un libro ricco di significati reconditi e di riferimenti autobiografici, storici, letterari, filosofici, sociali e politici”.

 

Nel video Alessandro Garibbo legge alcune righe del libro in genovese e racconta la sua avventura.

(Tutti i diritti riservati)

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