VIDEO & FOTO – Il flash mob del Sipario Strappato: «Chiusi da un anno, ma noi ci siamo!»

Emozionati per l’esibizione dal vivo, dopo tanto tempo, preoccupati per il futuro dei teatri e della loro casa, il Sipario Strappato di Arenzano: così gli allievi dei corsi di recitazione del teatro arenzanese sono scesi in piazza oggi, sabato 13 marzo, per una serie di flash mob svolti in piazza Mazzini, davanti ai bagni Lido, e in via Bocca. E il teatro è tornato, per pochi minuti, a respirare in mezzo al pubblico improvvisato di passanti, che ha gradito molto.

I ragazzi dei corsi 12-14 anni, 15-18, e della compagnia, hanno fatto un intervento a testa, tutti insieme, con mascherine e distanziamento e dunque rispettando tutte le precauzioni: i più piccoli si sono esibiti ne “Il lonfo”, poesia scritta da Fosco Maraini nel 1978 e diventata famosa grazie all’interpretazione di Gigi Proietti, i ragazzi più grandi nel monologo finale di “The Big Kahuna” (film del 1999 diretto da John Swanbeck e tratto dalla commedia teatrale “Hospitality Suite” di Roger Rueff) mentre la compagnia ha scelto la fine del 34esimo canto dell’Inferno di Dante, quello che finisce con il celebre “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Un augurio e una speranza in quest’ultimo verso, e cioè di superare questo momento difficile per tornare alla normalità.

Lo scopo del flash mob “distanziato” era di tenere alta l’attenzione e sensibilizzare la popolazione sulla situazione dei teatri in Italia e ovviamente anche ad Arenzano: «La situazione è drammatica – spiega senza mezzi termini Sara Damonte, direttore artistico del Sipario Strappato – la nostra scuola di recitazione c’è, è viva, è presente. Alterniamo le lezioni in presenza a quelle online a seconda del colore della regione, lunedì torneremo online, abbiamo chiuso dunque questo periodo in zona gialla con un flash mob in cui abbiamo dimostrato quello che sappiamo fare». «La situazione non è rosea – continua Lazzaro Calcagno, presidente del Sipario Strappato – ma questi ragazzi mettono una grande energia, hanno voglia di fare, di crederci ed essere ottimisti. Tutto sommato cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno, i ragazzi ci danno l’energia per dire che vale la pena crederci ancora. Speriamo che questo brutto tempo passi il prima possibile perché non se ne può più, abbiamo bisogno di abbracci, teatro e grandi emozioni». 

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